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    OSPEDALE DI CASERTA. Il commissario omonimo di Toni Tammaro dà 2 mila euro a Festa e poi si rimangia tutto con un’altra delibera. La sogliola se lo richiamasse a Napoli


    Fatti, non parole. Mentre il nosocomio mette le barelle nei corridoi, mentre la Caritas casertana, lancia l'all'arme sui posti letto e sulla qualità dei servizi, questi qua, i burosai, figli della partitocrazia e delle lottizzazioni continuano a distribuire prebende. IN CALCE ALL'ARTICOLO I LINK DELLE DUE DELIBERE

     

    Nelle foto da sinistra Paolo Sarnelli e Bartolomeo Festa

    Nelle foto da sinistra Paolo Sarnelli e Bartolomeo Festa

    CASERTA. Visti i suoi primi atti, al commissario straordinario dell’Azienda sanitaria Sant’Anna e San Sebastiano, Paolo Sarnelli, va preferito, di gran lunga, un altro Sarnelli e cioè Vincenzo Sarnelli in arte Toni Tammaro. Quello almeno fa ridere avendo interpretato uno stile comico grazie alla propria abilità di caratterista. L’archetipo tamarroide in tutte le sue pieghe.

    Paolo Sarnelli, che non si svanga la vita come l’ottimo Toni Tammaro, per guadagnare le molte migliaia di euro, che introita in stipendi e in indennità, ogni mese, fa ridere in maniera nociva, tossica perchè se leggi quello che ha combinato negli ultimi quattro giorni in ospedale ti scappa da ridere, ma ridendo rischi di dimenticare che quello, appunto, è un ospedale in cui abita la sofferenza, in cui ancora in questi minuti, per la carenza di posti letto, riconosciuta anche dal delegato di Caldoro alla sanità, Raffaele Calabrò, in un intervista rilasciata al quotidiano Avvenire, ci sono decine di barelle(guarda foto in basso) in mezzo ai corridoi in cui vengono accampati i malati, neanche fossero ricoverati in un ospedale da campo in tempo di guerra.

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    Scorrendo i primi e, speriamo, a questo punto, anche gli ultimi atti amministrativi, dell’omonimo di Toni Tammaro, ti imbatti in due delibere collegate l’una con l’altra: nella prima, la numero 88 del 28 febbraio scorso, sempre l’omonimo di Toni Tammaro nomina il sessano Bartolomeo Festa, dirigente dell’ufficio tecnico, responsabile della sicurezza. E fin qui, siamo solo alla semplice opinabilità di un atto comunque legittimo. Sempre, al quadrato, nella stessa delibera, però, l’omonimo di Toni Tammaro assegna a Festa ben duemila euro al mese per questa mansione, a cui sono associati anche dei fondi per un importo di circa 230 mila euro che Festa potrebbe, così scrive Sarnelli, “rimpinguare” per la realizzazione del piano di sicurezza. Avete letto bene. Di questi tempi, in cui la necessità vitale di questo paese è diventato il contenimento della spesa pubblica, questo qui, con le barelle in mezzo ai corridoi, con i problemi gravissimi, segnalati anche dalla Caritas di Don Antonello Giannotti, si mette ad aumentare lo stipendio di Festa, portandolo a circa 6 mila euro al mese.

    Ora, il veterinario napoletano che, da celberrima sogliola qual è, il governatore, ci ha propinato, sia venuto qui a Caserta con dei mandati ben precisi, ma, certo, questa vicenda dei 2 mila euro ci lasciava basiti il primo marzo, quando abbiamo letto la delibera. Ma lascia ancora più basiti, oggi, 5 marzo, quando abbiamo letto la seconda delibera, la numero 96, in cui, candidamente, come se si trattasse di una sciocchezzuola, il commissario Sarnelli, confermando la nomina di Festa a responsabile della sicurezza, revoca il compenso di 2 mila euro , a causa di un non meglio precisato ” errore materiale” compiuto.

    Ma quale errore materiale! Questo è un errore madornale. Lei, Sarnelli non prende il quintuplo, il sestuplo o dieci volte lo stipendio di un metalmeccanico, per compiere errori materiali, per sciorinare delibere che due giorni dopo smentisce con altre delibere. Non è un peccato mortale, quello da lei compiuto, ma sicuramente le sequenza dei due fatti, dimostra, a nostro avviso, e con il  massimo rispetto per la sua persona , una cosa molto semplice, lei non è all’altezza di svolgere il compito che le è stato affidato. Cosa è venuto a fare a Caserta. A continuare la strage del danaro pubblico, così come hanno fatto gli ultimi 4 o 5 direttori generali? E ci voleva un commissari straordinario per distribuire altre prebende.

    Caldoro dovrebbe fare il mea culpa e dovrebbe rimuoverla immediatamente, alla luce di questo clamoroso infortunio.

    Questo è il nostro pensiero. Come al solito lo abbiamo espresso forte e chiaro, rifuggendo da ogni forma di valutazione apodittica, ma sviluppando la conseguenza valutativa alla luce di argomentazioni approfondite e di documentazione di palmare evidenza.

    Gianluigi Guarino

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    PUBBLICATO IL: 5 marzo 2014 ALLE ORE 12:02