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    L’EDITORIALE. Gli stipendi ai dipendenti del comunedi Caserta saranno pagati, ma questa città perdente sputtanerà ancora una volta la sua faccia


    Si va verso il rinnovo quinquennale della convenzione con la Banca Popolare di Torre del Greco, auspice, naturalmente, l'ottimo Santonastaso. Nei prossimi giorni vi rinfrescheremo un po' la memoria su quello che è stata e ha rappresentato per i guai di questa città la banca tesoriera

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    Nelle foto, Pio Del Gaudio, Gioacchino Petrella e la Banca Popolare di Torre del Greco

     

     

    Gli stipendi saranno pagati, ma il nostro articolo di ieri, martedì, ha aperto un fronte di attenzione, che, naturalmente abbiamo intenzione di far rimanere ben desto nei prossimi tempi, sui rapporti tra l’amministrazione comunale e la Banca Popolare di Torre del Greco, che, manco a dirlo, un’ora dopo l’uscita dell’articolo di Casertace, ha dato un via libera di massima sull’anticipazione di cassa, essenziale a riempire di quattrini le buste paga delle centinaia e centinaia di impiegati, funzionari e dirigenti del Comune.

    Senza quell’articolo, (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO) probabilmente sarebbe capitata la stessa cosa, magari con un po’ di pathos in più e con il dirigente Santonastaso ad ergersi al rango di salvatore della Patria e di gran mediatore con i suoi amici torresi.

    Le questioni toccate da noi ieri, vanno elaborate, approfondite e soprattutto dovremo compiere uno sforzo per cercare nei nostri archivi, che dei dannati database hanno fatto, in molta parte, disperdere, le storie, i racconti, le lunghissime e documentatissime narrazioni di quello che capitò durante l’amministrazione Petteruti, ma soprattutto subito dopo.

    Il sindaco è quelli del Comune di Caserta, quando decideranno, perchè questo faranno, di calare le braghe della città davanti ad una banca che non ha fatto certo il bene di questa comunità, devono sapere che noi nulla risparmieremo, nella rievocazione storica e documentale, di quello che è successo negli anni 2010, nell’anno 2011, nell’anno 2012 e nell’anno 2013.

    Partiremo dal duo Gioacchino Petrella – Santonastaso, ricorderemo con precisione chirurgica come furono distratti i fondi vincolati. Ricorderemo il perchè non furono pagati gli stipendi ai dipendenti nei tempi previsti nell’anno 2011 e ritorneremo a raccontarvi la storia dei 3 milioni e passa di euro che la tesoreria si trattiene, a nostro avviso illegittimamente.

    Questo vi racconteremo. Ma, andremo anche oltre, perchè bisogna capire i motivi per cui la gestione del tentativo di passaggio da questa tesoreria ad un’altra tesoreria, cioè alla banca della Campania, si sia svolta con modalità da veri e propri dilettanti allo sbaraglio, al punto che, oggi, viene data quasi per scontata la sconfitta del Comune di Caserta nel giudizio che il Tar emetterà nel prossimo mese di marzo sul ricorso presentato dalla Banca Popolare di Torre del Greco.

    E qui ci soccorre il solito adagio di Giulio Andreotti: “A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci s’indovina”.

    Infatti, è proprio la scellerata gestione tecnico amministrativa di questa fase di passaggio che sta consentendo, in previsione di una vittoria al Tar, da parte del tesoriere in carica, alla banca torrese di fare la voce grossa nei confronti del Comune di Caserta e nei confronti dei casertani, attraverso lettere che un vero cavaliere di cappa e spada non avrebbe lasciato passare, la cui onta si sarebbe potuta lavare solo in un duello all’ultimo sangue.

    Perchè così, caro sindaco Del Gaudio si difende l’onore della propria città. Perchè così non ci si rende subordinati ai poteri forti, che nella sua giunta d’altronde sono già così ben rappresentati dal suo vicesindaco Enzo Ferraro, emblematica maschera attraverso cui si può declinare caratteristica ed identità dei poteri forti di questa città.

    Invece, no: lei, sindaco si avvia ad abbassare la testa di fronte ad un ricatto amministrativo. Il suo Comune soccomberà al Tar e il tempo che occorrerà per bandire una gara per l’affidamento della tesoreria esporrà la città allo stesso modo con cui un fuggiasco si espone in una pianura senza declivi al tiro dei cecchini.

    Per uscire da questa situazione, occorrerebbe un grande sindaco. Occorrerebbe un De Luca. Ma lei non è un grande sindaco e non è un De Luca, per cui calerà le braghe della città e rinnoverà la convenzione per altri 5 anni alla Banca Popolare di Torre del Greco.

    Parafrasando il solito libro dello scrittore locale Antonio Pascale: questa è la “città perdente”.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 26 febbraio 2014 ALLE ORE 9:45