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    L’EDITORIALE. Crispino e l’allegra brigata dei rivoltosi in Mercedes hanno detto che la politica a CASERTA è corrotta, ma i “corruttori” sono loro


    Ripetiamo il concetto: qui c'è solo Casertace a poter alzare, insieme, va detto, a un consigliere comunale di nome Cobianchi, la bandiera della lotta per la legalità. Il resto è merda

    Mega Cam

     

    CASERTA - Hai capito chi doveva venirci a dire che la politica di Caserta è corrotta: niente popo’ di meno che Nino Crispino, ex presidente dell’Unione industriali, e il manipolo di rivoltosi che ha riunito l’altra sera in un ristorante della città. Rivoltosi con la pancia piena. Rivoltosi da salotto. Rivoltosi con l’attitudine a diventare rivoltanti. Scusate, se la politica, a Caserta, è corrotta, i corruttori chi sono, dato che il codice penale non ammette il reato di corruzione se non alla presenza di questi due attori.

    Beh, dalla nostra cattedra, dalla cattedra di chi, da sei anni e mezzo, ha scritto circa 5 mila articoli, teorizzando, analizzando, dimostrando, argomentando, inconfutabilmente, escluso per la magistratura inquirente, che la politica a Caserta è corrotta fino al midollo, e lo è da una vita, probabilmente da sempre, almeno, comunque, da quando il sottoscritto lavora qui, dal ’99, almeno il 70% della classe politica che ha amministrato questa città è stato ed è corrotta. Lo è in termini rigorosamente tecnico giuridici, lo è, ancor di più, in termini morali, in quanto assistere alla corruzione, voltandosi dall’altra parte, e sperando di intercettare qualche prebenda di striscio per se stesso, per i propri parente, da far assumere magari in qualche concessionaria di pubblici servizi, è essa stessa una forma di corruzione.

    Non possiamo nascondere una certa sorpresa se a Casertace e a Luigi Cobianchi, gli unici, tra le agenzie di informazione e tra i politici di questa città a denunciare, dopo aver studiato migliaia e migliaia di documenti, delibere, determine, senza se senza ma, il sistema corruttivo che da decenni domina negli uffici comunali, sia proprio questo manipolo di sedicenti rivoltosi ad unirsi alla nostra denuncia.

    Se si trattasse di giovani imprenditori, di partite iva appena battezzate, si potrebbe anche pensare di essere vicini ad una vera rivoluzione, di non aver buttato via gli anni migliori della nostra vita in una testimonianza della legalità arcigna, irriducibile, concreta, mai infarcita della nauseante prosa del presunto partito trasversale della legalità, fatto da giornali, da presunti maitre a penser, da ipocriti che prendono le frasi da Wikipedia o dai bigliettini dei baci perugina, e poi riempiono di turpitudini la loro esistenza di provinciali parvenu.

    No, si tratta di una generazione intera e di qualche discendente perfettamente in linea con il metodo del loro agire che ha interpretato moralmente e materialmente il ruolo dei corruttori dei corrotti. Sono loro il secondo attore scritto negli articoli che vanno dal 318 al 322 del codice penale.

    Speriamo che si sia trattato del vino troppo forte e troppo buono dell’ottimo ristorante in cui si sono incontrati. Altrimenti, se non è così, se vogliono veramente diventare i motori del cambiamento, i vari Crispino, Pagano, Della Gatta, Traettino, Antonio Farina, allora devono fare outing. Devono confessare ai casertani il modo con cui hanno fatto i soldi. Devono dire se è capitato, almeno una volta nella loro esistenza, di aver introitato un ricavo, dalle loro attività imprenditoriali, che non sia stato frutto di un’intesa inconfessabile con le agenzie della pubblica amministrazione, sia di origine politico elettorale, sia di origine burocratica.

    Uno alla volta dobbiamo controllare le concessioni ricevute per costruire case, appartamenti. Dobbiamo effettuare, come Pannella insegna, una maratona oratoria della purificazione  e dobbiamo scegliere un ruolo emblematico per ottenerla: il piazzale formatosi in via Sant’Antida, dopo l’abbattimento dell’antico palazzo da parte degli imprenditori Traettino e Landolfi, entrambi presenti alla conviviale dell’altra chiesa. Un cantiere emblematica questo di Sant’Antida che salda, nell’idea di issare un palazzo di 7 piani nella zona più antica e suggestiva della città, gli interessi dell’antico notabilato mattonaro casertano, con quello nuovo che si configura negli interessi nell’operazione degli Sferragatta di Maddaloni, legati a doppio filo, insieme al consigliere comunale della stessa città Pisani, alla famiglia, di Casal di Principe, trapiantata a Caserta,  Caprio, quella dei global service e del piu Europa

    Solo così si potrà iniziare un discorso. Successivamente, una telecamera di Casertace è pronta ad intervistare l’ingegnere Nino Crispino, facendogli trovare in pubblico, pronto a spellarsi le mani negli applausi, quando, simbolicamente, ospite dell’organo di informazione che lotta in solitudine contro la corruzione di questa città, avrà fatto nomi, cognomi e raccontato circostanze.

    Usciti da quello studio televisivo, saremo noi ad accompagnare Crispino alla Procura della Repubblica di S.Maria C.V, ma soprattutto alla Dda. Solo questo può essere un seguito serio del comunicato stampa che Crispino ha fatto fare l’altra sera. Ma siccome questo non capiterà, allora, cari pseudo imprenditori della pagnotta assistita, dei fatturati esistente solo grazie alle collusioni con i politici e con le burocrazie, fateci il cazzo di piacere di evitare pagliacciate come quella della nota di venerdì scorso e come quella della cena.

    Per le pressioni da effettuare sulla politica di oggi, che non vi soddisfa più, solo perché non ha più trippa da darvi, in quanto le casse dello Stato sono vuote, usate i vostri amici che avete nei ben conosciuti giornali di marchette. Ma c’è un particolare, un problema: dati di vendita alla mano, e se volete vi faccio arrivare quelli di febbraio, e dati alla mano del traffico di visitatori di questo sito, a leggere quei giornali, anzi, quel giornale, sono rimasti solamente gli ottuagenari e qualche figlio di ottuagenario che ha la testa ancor più vecchia di quella del suo papà.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 30 marzo 2014 ALLE ORE 13:09