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    La grande bellezza: l’esaltazione del made in Italy e soprattutto della… casertanità


    Sferzante, cinico, colto, Jep Gambardella, interpretato da Toni Servillo, sembra addirittura di avere tutte le rughe al posto giusto

    La_grande_bellezza

    CASERTA - Jep Gambardella. Chi guardando “La grande bellezza” non ha desiderato essere come lui o per lo meno invecchiare come lui.

    Sferzante, cinico, colto, Jep al secolo Toni Servillo sembra addirittura di avere tutte le rughe al posto giusto.

    Il film di Paolo Sorrentino ci offre uno spaccato di una Roma che a pochi è dato conoscere fatta di personaggi che incarnano i vizi e le virtù di tutti noi.

    Il tutto dall’alto del terrazzo di Jep con vista Colosseo teatro di feste e festini tramandati fin dai tempi dell’antica Roma.

    Scrittore e giornalista, re della Capitale mondana “non solo è invitato a tutte le feste…ma ha il potere di farle fallire”.

    I dialoghi, profondi e mai scontati, insieme ai temi di sottofondo fanno del film di Paolo Sorrentino un qualcosa da ascoltare oltre che vedere.

    Ma La grande bellezza non è solo l’esaltazione del made in Italy è qualcosa che anche la nostra  terra di lavoro sente come propria.

    Il nostro Toni Servillo, all’anagrafe Marco Antonio Servillo, oggi ci esalta e ci rende fieri per aver portato sul podio più alto del cinema, qualche tempo dopo De Sica, Benigni e Tornatore un po’ della nostra casertanità.

    Chi meglio di Toni Servillo oggi ci può ricordare che alla fine…non siamo solo Gomorra.

    Mario Ambrosca

    PUBBLICATO IL: 3 marzo 2014 ALLE ORE 20:11