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    ESCLUSIVA. Ospedale di CASERTA, l’uomo di Caldoro, per “purgare” la cugina di Nicola Cosentino, va allo scontro col suo collega dirigente Postiglione


    Avevamo scritto, nel giorno della sua nomina, a Sarnelli: "No Casertace, no press". Forse adesso capirà cosa volevamo dire. Cominciamo un lungo viaggio di analisi dei testi della bozza modificata del piano aziendale, confrontandoli con le prescrizioni che la commissione regionale di verifica degli atti aziendali aveva inviato, a emendamento della prima bozza-Bottino e se ne scoprono delle belle

    Nelle foto, da sinistra, Antonietta Costantini, Paolo Sarnelli e Antonio Postiglione

    Nelle foto, da sinistra, Antonietta Costantini, Paolo Sarnelli e Antonio Postiglione

     

    CASERTA - In questi giorni, nei corridoi della Regione Campania, e non solo in quelli dei dipartimenti della Sanità, girano tonnellate di fotocopie dello schema di atto aziendale, partorito dall’ospedale S. Anna e S. Sebastiano di Caserta in conseguenza di due distinte comunicazioni, fatte dalla commissione di valutazione degli atti aziendali della stessa Regione: la prima, datata 9 dicembre 2013; la seconda datata 4 febbraio 2014. Entrambe rappresentano e sintetizzano il lavoro di analisi compiuto dalla commissione regionale sullo schema di piano aziendale, presentato il 26 giugno 2013, con delibera n. 533.

    Ma perchè tanto interesse e tanto clamore attorno a questo documento con cui il commissario straordinario Paolo Sarnelli ridefinisce, a suo dire in armonia con le prescrizioni della commissione, il piano aziendale?

    Dobbiamo utilizzare un termine che, in questi giorni è molto in voga, dopo che il premier Matteo Renzi lo ha usato durante l’intervista, resa a Fabio Fazio domenica scorsa: Derby. Mentre in quel caso, però si trattava di un derby all’interno del corpaccione delle cosiddette parti sociali tra confindustria e sindacati, in questo caso si tratta di una roba un po’ più casereccia, ma non per questo meno interessante: un derby tra alti funzionari della Regione Campania.

    Abbiamo speso molto tempo in questi giorni, perchè nessuno possa permettersi di dire che le affermazioni di Casertace sono frutto di approssimazione e di superficiali apoditticità nello studio dello schema di atto aziendale, che naturalmente qualche consigliere regionale amico ci ha fatto arrivare e la seconda lettera di prescrizioni firmata dal presidente della commissione regionale di valutazione degli atti aziendali, Antonio Postiglione, che, per la cronaca è un laureato in giurisprudenza con forti competenze di diritto amministrativo, con un solido curriculum che comprende anche un’esperienza da avvocato dello Stato, a differenza delle pur autorevoli competenze veterinarie di Paolo Sarnelli.

    Leggendo con attenzione ed analizzando il testo con applicazione formale ed esegetica ci siamo, prosaicamente accorti che Postiglione gioca a coppe al tressette e il veterinario Sarnelli risponde a denari.

    Bando alle ciance e andiamo alla ciccia del discorso.

    Scrive la commissione regionale: “Non è perseguibile, in questa fase, la possibilità di istituire unità operative sulla base dell’evoluzione degli scenari organizzativi dell’assistenza”.

    Scrive, Sarnelli che, fino a prova contraria dovrebbe essere l’estensore originale, ma fino a prova contraria, ripetiamo, della seconda bozza di piano aziendale: “E’ istituita (ex novo, n.d.d) l’Unità Operativa Complessa Organizzazione e gestione dei servizi interaziendali“. E ancora: “E’ istituita l’Unità Operatica Complessa Neuroradiologia“. E ancora: “E’ istitutita l’unità operativa complessa Geriatria, Endocrinologia e Malattie del Ricambio“.

    Non entriamo nel merito della valutazione di un atto che prevede un’unità complessa di coordinamento tra varie aree operative dell’azienda come se quelli della direzione strategica, cioè il direttore generale, il direttore sanitario e il direttore amministrativo stessero lì a fare i pic nic. E stendiamo pure un velo pietoso sulla proposta di istituire un’unità operativa complessa di Neuroradiologia in un posto in cui da quasi due anni non c’è la risonanza magnetica e i malati sono costretti al trasporto presso centri privati, Cetac e Morrone, che, per dirla in francese, “si stanno facendo ciotti, ciotti”.

    Ci mordiamo il polpastrello e rinviamo ad un altro momento le nostre considerazioni, per non uscire fuori traccia.

    Da un lato, dunque, la commissione afferma che non bisogna costituire nuove unità complesse, dall’altro il veterinario, facendo finta evidentemente, di non aver letto o di non aver capito bene quello che ha scritto l’avvocato, ne istituisce altre 3. E né può rappresentare, credibilmente una giustificazione il fatto che la neuroradiologia e la Geriatria fossero immaginate e fossero proposte come UOC nella prima bozza, stesa da Francesco Bottino, dato che Bottino non ha avuto la possibilità, per i noti motivi di dare riscontro alle prescrizioni della commissione regionale.

    Scrive l’avvocato: “Per l’azienda San Sebastiano (Postiglione ha citato solo il martire trafitto dalle frecce e ha dimenticato la mamma della Vergine, Sant’Anna) ne derivano complessivamente 34 UOC”.

    Scrive il veterinario in riscontro a questa prescrizione: “nell’area direzione sanitaria sono presenti 38 Unità operative Complesse“.

    Scrive l’avvocato: “Si ritiene che nulla osti a collocare le unità operative contenute nei due dipartimenti amministrativi (che per altro costituiscono una duplicazione) alle dirette dipendenze della Direzione Amministrativa aziendale con conseguente riduzione del numero dei dipartimenti“.

    Scrive il veterinario, questa volta non citato da noi attraverso il testo della bozza di piano aziendale, ma attraverso un passaggio del comunicato stampa, in verità molto improvvido, scritto, fino a prova contraria, in maniera olografa da Sarnelli e dato alle stampe qualche giorno fa: “La Regione ha rilevato che i dipartimenti amministrativi attualmente presenti e previsti nell’atto aziendale già approvato (il riferimento riguarda il piano – Bottino, ndd) costituivano una duplicazione. Si è ritenuto pertanto, nella proposta di modifica del vigente atto Aziendale, di accorpare in un’unica area tutte le strutture amministrative sotto la guida di un unico direttore e prevedere un’area per le attività squisitamente tecnico-professionali“.

    Hai capitoooooooo il veterinario! Ha trasformato una proposizione incidentale, per di più messa, non a caso in parentesi, dalla commissione regionale di verifica degli atti aziendali nell’impostazione cardine sulla riorganizzazione del settore amministrativo. Ovviamente, il veterinario ha dimenticato di valutare quello che l’avvocato ha scritto fuori dalla parentesi: “Si ritiene che nulla osti a collocare le Unità Operative contenute nei due Dipartimenti Amministrativi alle dirette dipendenze della Direzione Amministrativa Aziendale, con conseguente riduzione del numero dei dipartimenti“.

    Non ci provare, veterinario! Far diventare elemento fondante della prescrizione della commissione Postiglione, una chiara notazione complementare, relativa ad una considerazione sulla duplicazione dei due dipartimenti, significa operare utilizzando, in maniera anche un po’ rozza gli strumenti della capziosità e della speciosità. E d’altronde, noi che con la lingua italiana ci sappiamo fare molto di più rispetto a voi dell’Ospedale, conosciamo bene il significato dell’avverbio peraltro, il quale denota proprio l’elemento dell’annotazione a margine che nulla incide sul fondamento dell’affermazione cardinale.

    Dopo questo trattatello, torniamo a dirvi una cosa chiara: Sarnelli, o chi per lui, vuol salvare la poltrona di Antonietta Costantini e vuol fregare la cugina di Nicola Cosentino. Diciamoci le cose in faccia, con franchezza. Evidentemente questa idea che Caldoro si è fatta su una fantasmagorica alleanza tra lo stesso Cosentino, De Magistris e De Luca necessita di reazioni ritorsive di questo tipo.

    Domani, seconda puntata; lunedì terza puntata.

    Gianluigi Guarino

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 13 marzo 2014 ALLE ORE 18:30