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    ESCLUSIVA CASERTA. Pubblicità sulle transenne dei marciapiedi, la Publiservizi spedisce multe e stangate. In centinaia ora si sentono truffati


    C'è voluto un po' di tempo, ma alla fine, anche grazie alla determinazione e al senso morale del consigliere Cobianchi, il documento inoppugnabile che sancisce la realtà oscura di un superbusiness, è arrivato. E noi lo pubblichiamo integralmente in calce a questo articolo

     

     

    Nelle foto, da sinistra, Emilio Caterino ed Elena Natale

    Nelle foto, da sinistra, Emilio Caterino ed Elena Natale

    CASERTA – Ci si deve scassare la testa e ridurre gli occhi definitivamente in poltiglia, ma alla fine le malefatte di questa città verranno tutte al pettine. Una per una, perchè Casertace quando abbraccia la croce di occuparsi di un problema, di cimentarsi su una questione di dubbia legalità amministrativa, può anche dare l’impressione di non andarci più appresso, ma proprio in quel momento, vuol dire che sta studiando, valutando, cercando altri documenti.

    Vi ricordate la vicenda delle pubblicità “parapedone” che da due anni hanno riempito i marciapiedi del Capoluogo, facendo partire un business stratosferico?

    Noi ricordiamo bene la chirurgica interrogazione consiliare, riscontrata dal farfugliare scomposto e incomprensibile dell’assessore ai Cornetti Algida, Emilio Caterino, presentata dal consigliere comunale Luigi Cobianchi.

    Cobianchi, oltre a esprimere una serie di contestazioni, legate anche alla materialità, alla fisicità degli spazi occupati dalla miriade di piccoli tabelloni di propaganda commerciale o dai totem voluminosi che hanno intralciato il passaggio su diverse aree di marcia pedonale della cinta del centro cittadino, si poneva anche un quesito apparentemente banale e di facilissima comprensione: ma tutti questi che comprano spazi pubblicitari dall’azienda pubblica, vicinissima all’assessore Caterino sanno che a Caserta esiste una concessionaria per la gestione degli spazi pubblici che vengono utilizzati a scopo pubblicitario?

    Molte imprese commerciali hanno contatto Pubblika che, d’altronde aveva messo i suoi contrassegni sulle strutture in metallo preverniciato, associandovi in calce i propri numeri di telefono, come se si trattasse di spazi ormai concessi ad un’azienda privata. Ed invece no: questo non è mai formalmente successo, perchè la Publiservizi non ha mai smesso di svolgere la sua funzione. Eppure, chi ha contattato quei numeri o chi è stato avvicinato dagli agenti commerciali di Pubblika che hanno procacciato il 95% dei contenuti dei vari impianti da marciapiede, hanno sentito sempre la stessa filastrocca: “No problem, firmate il contratto nel quale sono comprese anche tutte le altre spese relative alle tasse di affissione”. E di questo si era convinto anche l’imprenditore che, nelle scorse settimane si è visto recapitare dalla Publiservizi una bella cartella esattoriale in cui gli si chiede di pagare quello che non ha pagato, cioè che ha evaso: 1233 euro per la mancata dichiarazione relativa alla propria affissione commerciale e per la mancata corresponsione della tassa a questa collegata.

    Questo documento, che pubblichiamo in esclusiva in calce a questo articolo, dimostra, primo che la Publiservizi è ancora a pieno titolo la concessionaria che gestisce gli spazi di propagando pubblici così come questi sono previsti e regolati nel regolamento del Comune di Caserta approvato nel 2001; la seconda cosa dimostrata è che non esistendo un solo passaggio in cui si fa riferimento al ruolo della società Pubblika significa che Pubblika e Publiservizi, almento formalmente, non si conoscono o, almeno non si conoscevano quando è stata spedita questa cartella esattoriale, non escludendo che qualche papocchia apocrifa potrà essere scritta dopo l’uscita di questo articolo.

    Roba da Procura della Repubblica. Indiscutibilmente.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 24 marzo 2014 ALLE ORE 11:25