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    CASERTA. Sul partito degli industriali di Crispino & Co. Cobianchi: “Non si accettano lezioni da chi ha portato al fallimento le proprie aziende”


    L'intervento del consigliere comunale di opposizione

    cobianchi

    COMUNICATO STAMPA - Anche alla luce della mia decennale esperienza professionale in ambito bancario, che mi ha fornito un osservatorio privilegiato sulle attività delle imprese, non ritengo di dover prendere lezioni da soggetti che inverecondamente hanno condotto al fallimento le proprie aziende –  per cause da ricercarsi esclusivamente nella propria incapacità gestionale e nella mancanza più assoluta di visione strategica – lasciando, oltretutto, uno strascico indefinito di posizioni debitorie, centinaia di dipendenti alla fame, mentre i “non-datori” di lavoro continuano a fare la bella vita, almeno fino a quando chi di dovere non deciderà di effettuare, con risolutezza, un’attenta analisi sui flussi di danaro, soprattutto verso l’estero.

    A chi definisce “corrotti”, senza eccezioni, gli Amministratori di Caserta risponderò, salvo opportuna ritrattazione, nelle sedi competenti, limitandomi per ora solo a far osservare che ove c’è un corrotto c’è un corruttore e che la causa principale della non-politica, della politica sporca – spesso collusa con la criminalità organizzata – va ricercata proprio nel sostegno, se non nel vero e proprio impulso economico ed elettorale fornito da alcuni imprenditori (una minoranza, per grazia di Dio), come recenti fatti di cronaca giudiziaria evidenziano anche a Caserta.

    D’altra parte, in un Paese che davvero è allo sbando, dove sempre più si confonde la libertà con la licenza, in cui illustri condannati vengono lasciati circolare liberamente, ricevendo addirittura il saluto militare da parte dei Corazzieri, in cui soggetti che hanno avuto – ed, in alcuni casi, hanno ancora – più di una questione in sospeso con la Magistratura possono permettersi di pronunciare offese tanto gravi, quanto assolutamente gratuite, nei confronti di persone perbene, incensurate, restando impuniti, non c’è davvero più nulla di cui meravigliarsi.

    Non possono non tornarmi alla mente le parole di un familiare di un noto ex- imprenditore casertano – improvvisatosi “politico”, anche con discreto successo, almeno in termini di importanza dei ruoli ricoperti – il quale, nell’apprendere della non ricandidatura del proprio congiunto, tra il serio ed il faceto, supplicò chi di dovere di dargli un’altra chance, onde evitare che l’interessato potesse determinarsi a tornare alla “cura” delle intraprese di famiglia, completando l’opera di distruzione che, in precedenza, aveva avviato.

    Agli esponenti di Confindustria-Caserta che si propongono come un novello “Comitato di Salute Pubblica”, chiedo dov’erano mentre le parti più corrotte della Provincia facevano la scalata ai vertici della loro struttura, mentre gli eredi di soggetti che si portano sulla coscienza la devastazione del  nostro territorio (e non solo) hanno avuto l’ardire di proporsi come solutori dei problemi che i loro ascendenti avevano determinato, costituendo società ad hoc e sfruttando i benefici e la visibilità che a loro derivava dalle cariche strategiche elettive assunte, a livello locale e non solo, nella massima Associazione degli Imprenditori.

    Se correttamente riportate, trovo inqualificabili le parole pronunciate dall’ing. Crispino. Non avendo mai frequentato e, quindi, non conoscendo approfonditamente le nomenclature di quella parte di Caserta che, in modo assolutamente autoreferenziale, crede di potersi porre un gradino al di sopra di tutti gli altri Casertani, mi chiedo se si tratti della stessa persona che oscenamente ha fatto buttare a terra, in una notte, un palazzo ricadente in area vincolata e che ha avuto l’ardire, recentemente, di presentare un nuovo progetto di ricostruzione in Comune con il quale si vorrebbe dar vita ad un mostro di sette piani, che faccia pendant con quell’orrore architettonico, con quel trionfo del “ba-roccoco-chic alla casertana”, che domina sul corso Giannone, rivelatosi, oltretutto, un ingombrante contenitore del ….nulla! (e, menomale che da questi pulpiti noi altri dovremmo attingere idee e progettualità!).

    Rivendico con orgoglio la mia battaglia, cominciata in solitaria (con un voto in Consiglio Comunale che vide 32 sì ed un solo no, il mio!) a difesa della Città, per evitare che una nuova, invereconda colata di cemento la affossasse definitivamente, con la produzione di ulteriori 8.800 alloggi inutili, e la devastazione delle ultime “zone franche”, le colline di Tuoro e Garzano, ad opera di falansteri di ben sette piani fuori terra.

    Sono certo che, anche a seguito delle ultime vicende giudiziarie – che spero abbiano definitivamente messo in condizione di non nuocere personaggi che per anni hanno spadroneggiato nelle istituzioni casertane, approfittando della buona fede della brava gente che, a volte, rasenta la credulità – i nostri Concittadini abbiano aperto gli occhi, abbiano imparato a riconoscere e a distinguere i Comitati d’Affari, dalle persone di buona volontà che si mettono in gioco, impegnandosi realmente, esclusivamente per il governo della polis, non per dar sfogo a frustrazioni represse, meditando vendetta.

    Sono certo che i Casertani si siano resi conto degli errori da loro compiuti, non dando al singolo voto tutta l’importanza che merita. Anche perché, errare humanum est, perseverare autem diabolicum!

    Diversamente nessuno osi più lamentarsi se la Città è allo sbando, se nessun servizio funziona, se piove nell’Ospedale, se i giovani sono costretti ad emigrare, come i loro nonni, alla ricerca di un lavoro vero, di una gratificazione per l’impegno profuso negli studi.

    Da figlio di uno dei pochi Democristiani che, a Caserta, possano e meritino di essere ricordati, rivolgo un accorato appello a chi, per contro, decretò la morte di un Partito espressione di una tradizione culturale senza uguali, avendo contribuito attivamente a trasformarlo in una cloaca. A questi soggetti ed agli eventuali eredi materiali e/o “spirituali” che, ad ogni campagna elettorale, tentano di impossessarsi di una storia epica che non appartiene loro, dico: non vi basta tutto quello che è accaduto e gli effetti che ne sono derivati, il berlusconismo, il ritorno ad una monarchia di fatto, i “rottamatori” che si mettono la Costituzione sotto i piedi e che, se avessero davvero a cuore le sorti del nostro Paese, farebbero bene a rottamare sé stessi, prima che sia troppo tardi?

    Per quel che mi riguarda, continuerò, sino alla fine, la battaglia contro tutto e tutti, che ho ingaggiato per tutelare ciò che ancora può essere salvato in questa Città, impegnandomi, con la mia Scuola di Politica, a formare le nuove generazioni, affinché, loro sì, possano prendersi in mano il proprio futuro, proponendosi, sin dalle prossime elezioni, scevri da ogni interesse e condizionamento, come alternativa vera e seria per amministrare una Città che merita davvero molto, molto di più di ciò che sinora ha avuto.

    Solo con il loro contributo, riparati anni di errori, potremo un giorno avere la serenità di dire a chi tenta il tutto per tutto, prima di rassegnarsi al corso inesorabile della storia (e per certi versi c’è da capirli, pur non condividendo): parce sepultis!

    PUBBLICATO IL: 30 marzo 2014 ALLE ORE 13:00