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    La Curia, pur di avere 82mila euro, ha denunciato se stessa dichiarando illegale l’oratorio di Santa Barbara. Clima teso in maggioranza


    Il 24 gennaio scorso, Girolamo Santonastaso ha scritto la bozza di delibera che ora Del Gaudio vorrebbe fare approvare in Consiglio comunale. Ma si registrano perplessità tra qualche consigliere di maggioranza, primi fra tutti Lucrezia Cicia e Roberto Desiderio

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    CASERTA – Siamo riusciti finalmente a venire in possesso della famosa delibera, anzi bozza di delibera che il sindaco Del Gaudio vorrebbe portare in Consiglio comunale. Stiamo parlando del gentile cadeau che il Comune vorrebbe fare all’Istituto del Sostentamento del Clero della diocesi di Caserta, acquistando un terreno che stando a quello che si dice in Comune sarebbe stato addirittura acquistato anni fa.

    Su quest’ultima affermazione, non si può mettere la mano sul fuoco, ma il fatto che qualche funzionario ipotizzi questo scenario, rende ancora più incerta e pensosa la posizione di taluni consiglieri comunali di maggioranza.

    La delibera firmata dal dirigente al Patrimonio reggente, fino al ritorno di Enzo Cioffi che dovrebbe avvenire in questi giorni, Girolamo Santonastaso contiene il racconto storico di una vicenda che parte addirittura il 3 luglio del 1954, quindi quasi 60 anni fa, quando per questo terreno all’epoca già affittato dal Comune è stato realizzato un asilo, grazie ad una licenza edilizia rilasciata proprio in quegli anni dell’immediato dopoguerra.

    46 anni dopo grazie ad una concessione edilizia in deroga, che ha assorbito il carattere di interesse pubblico dell’opera, il consiglio comunale, in una seduta estiva del 3 agosto del 2000, produceva la delibera, che avrebbe consentito la costruzione di una sala polifunzionale.

    Su un terreno che il Comune aveva affittato dalla Chiesa, lo stesso Comune concedeva, in maniera paradossale alla stessa chiesa la sala polifunzionale in locazione alla parrocchia di San Nicola di Bari.

    Dunque, ricapitoliamo: concessione edilizia in deroga il 3 agosto del 2000, votata dal Consiglio comunale; concessione mediante contratto di locazione approvata dalla giunta comunale il 23 dicembre 2002. Atto a cui è seguita la sottoscrizione del contratto con il parroco pro tempore, don Fausto Papararo.

    Poi, nella stessa delibera che Del Gaudio vorrebbe portare in Consiglio è raccontata tutta la pappardella di cui abbiamo già scritto nei giorni scorsi, relativa ad una presunta mancata legittimazione del Comune di Caserta  a costruire il centro polifunzionale in quanto il requisito della pubblica utilità doveva essere fatto valere con un atto di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità.

    Attenzione: chi è che fa questa contestazione?

    L’Istituto di Sostentamento Clero, cioè la curia casertana che recita contemporaneamente su due spartiti. Qualcuno che arriva da Marte potrebbe pensare che i preti della città si sono scimuniti, perchè si buttano la zappa sui piedi, contestando al Comune un titolo che ha consentito per 10 anni ad una loro parrocchia, quella di San Nicola di Bari, di tenere aperto un oratorio nel centro polifunzionale di Santa Barbara. Ma è il secondo spartito quello che conta: evidentemente a don Aragosa degli oratori non frega proprio un ficosecco, come a Marcinkus non fregava un tubo delle anime del purgatorio, ma era attento alle anime (nere) che avevano interessi nello Ior.

    Al diavolo l’oratorio, che viene considerato dalla Chiesa stessa di Caserta illegale, pur di creare le condizioni per incassare un bel po’ di quattrini, precisamente, come è scritto nella bozza di delibera, 82mila euro.

    Ovviamente, questa è una vicenda complicata, che non sarà oggetto di un dibattito tranquillo anche all’interno della maggioranza. Stando alle indiscrezioni, infatti, ci sarebbero consiglieri tra cui Lucrezia Cicia, piuttosto perplessi sulla possibilità di votare favorevolmente in Consiglio questa delibera.

    Si tratta di un caso che va seguito, soprattutto in relazione a questa vocina che gira relativa ad un atto di acquisto da parte del Comune che ci sarebbe stato nel corso di questi 60 anni e che nessuno, per il momento prova nei porosi archivi di palazzo Castropignano. Come sembra pure impossibile reperire, in questi giorni il contratto di locazione stipulato dal Comune di Caserta e che è scaduto lo scorso 30 novembre, ma che stando a quello che Santonastaso scrive nella delibera, sarebbe stato rinnovato. Rinnovato il 1 dicembre per essere venduto il 24 gennaio, data in cui, Girolamo Santonastaso ha confezionato il suo “capolavoro”.

    Gatta ci cova.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 18 febbraio 2014 ALLE ORE 16:44