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    CASERTA. Cobianchi al sindaco: “Non sai copiare nemmeno le mie mozioni. Colli Tifatini, parco urbano e Macrico elementi centrali del nuovo Puc”


    COMUNICATO STAMPA - La solita gradevole e anche divertente ricostruzione, ricca di aneddoti e di retroscena del consigliere comunale di opposizione

     

    CASERTA. Il consigliere Luigi Cobianchi, Presidente della Commissione Consiliare Permanente di Controllo e Garanzia sugli “Atti della Giunta Comunale”, ha presentato due distinte mozioni, una per l’“Attribuzione di Destinazione Urbanistica all’Area Macrico” e l’altra – invocata da lungo tempo, soprattutto dalle associazioni ambientaliste – in favore dell’“Istituzione del Parco Urbano dei Monti Tifatini”.

    “Senza l’attribuzione di una caratterizzazione urbanistica al MACRICO” – spiega Cobianchi, che non risparmia critiche ai comportamenti assunti dalla Diocesi di Caserta e da chi l’ha guidata nel corso degli ultimi vent’anni – “la redazione del PUC va in stallo, atteso che, con un vero e proprio “buco” nel tessuto della città, è impossibile calcolare gli standard urbanistici.”.

    “Quello dell’acquisizione del Macrico al Patrimonio Comunale è un falso problema” – prosegue Cobianchi – “messo sul tavolo a solo scopo dilatorio. Per restituire, invero, l’area alla città, risolvendo problemi annosi, come la separazione netta del Quartiere Acquaviva, l’interruzione di assi viari strategici, l’assenza di un percorso ipogeo di collegamento alla metropolitana regionale, occorre e basta che il Consiglio Comunale – primo, anzi, unico Organo Pianificatore – attribuisca meramente al sito una destinazione urbanistica opportuna.

    Gli interessi della modalità e, quindi, le esigenze della viabilità – con buona pace di chi ideologicamente ed a puro scopo di promozione personal-elettorale afferma il contrario – non sono affatto inconciliabili con l’idea di un Macrico che risorga sulla base delle esigenze ambientali e di vivibilità della città, ove si prendessero in considerazione soluzioni “a sandwich” – sul modello di tante “Città Medie Europee” – che, destinando il piano di campagna ad una completa, esclusiva fruizione pedonale, prevedano un livello sottoposto per strade e servizi.”.

    “L’istituzione del “Parco Urbano dei Monti Tifatini” – rappresenta, invece, per il consigliere Cobianchi – “l’unica soluzione percorribile per arrestare il degrado ambientale creato dalle cave e dalle attività di trasformazione ad esse correlate, i cui nefasti effetti sulla salute colpiscono soprattutto gli abitanti delle Frazioni Centurano, San Clemente e Tredici, oltre che il Quartiere denominato “parco Cerasola”, con la limitrofa area ex-167”.

    “Ricomprendendo nel Parco Urbano il lembo del tenimento della città di Caserta al confine con quella di Maddaloni e con il Comune di San Marco Evangelista” – afferma Cobianchi “si potrebbe dare un contributo definitivo e risolutivo alla salvaguardia del sito archeologico di Calatia, oltre a quella del tratto sotterraneo dell’Acquedotto Carolino, trasformato abusivamente in fogna e discarica, come ho avuto modo di denunciare alla Procura della Repubblica, e come la senatrice Moronese ha portato all’attenzione delle Camere, attraverso un’interrogazione parlamentare, ricavata, con il mio benestare, dall’interpellanza consiliare che, a suo tempo, avevo predisposto al riguardo”.

    “Inserendo nel Parco anche le due aree di discarica, “Lo Uttaro” e “Cava Monti” – precisa Cobianchi – “si potrebbe accedere per la loro bonifica anche ai finanziamenti di cui all’art. 28 della L.R. n°33/1993, dando l’avvio ad un’attività seria e concreta che ci faccia superare la fase della mera caratterizzazione.”.

    “Ma il Parco” – afferma Cobianchi – “rappresenterebbe innanzitutto una risorsa, soprattutto in termini occupazionali. Invero, attraverso l’allestimento di iniziative imprenditoriali nei settori della conservazione della natura, del recupero dei beni storici e del patrimonio diffuso, del turismo, della formazione, della valorizzazione dei fattori di attrattività e di quelli produttivi collegati alla specificità dei luoghi e delle tradizioni culturali, opportunamente assistite da specifiche attività di ricerca scientifica promosse nei nostri principali Atenei, si potrebbe non solo ridare un lavoro a chi lo perderebbe a seguito della chiusura di cave e cementifici, ma, soprattutto, creare insperate possibilità di prima occupazione stabile per i nostri giovani.

    Le tante esperienze sin qui realizzate – vedi il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, piuttosto che l’IBA-Emscher Park, nella regione tedesca della Ruhr, cuore industriale e minerario della Renania Settentrionale-Vestfalia – hanno dimostrato, ove ve ne fosse ancora bisogno, che la tutela dell’ambiente e del patrimonio non rappresentano affatto un ostacolo, bensì un’impareggiabile fonte di opportunità, soprattutto se si rimettesse al centro del sistema produttivo l’agricoltura, intesa come modello autoregolato di produzione industriale ecocompatibile, basato su risorse naturali e rinnovabili, capace di restituire identità al nostro territorio, nel rispetto della sua vocazione secolare e delle sue tradizioni.”.

    Sulle mozioni presentate da Cobianchi è nato un vero e proprio gossip a Palazzo Castropignano: invero, mentre il consigliere stava acquisendo, presso i competenti Uffici Comunali, dati necessari alla formazione dei suoi due atti consiliari, qualche gola profonda avrebbe informato il sindaco, il quale, nel tentativo di battere Cobianchi sul tempo, ha provveduto a depositare, nel giro di qualche ora, un suo ordine del giorno sul Macrico. Al riguardo, così si esprime il consigliere: “Effettivamente l’irrituale intervento del sindaco nella vita del Consiglio Comunale, mi ha lasciato perplesso. Oltretutto non io, ma i tecnici che hanno letto la sua proposta di iniziativa l’hanno definita raffazzonata ma, soprattutto, inutile, perché inconcludente.

    Se volessi seguire l’ammaestramento di Andreotti, sull’opportunità, ogni tanto, di pensar male, direi che la sua idea utopica di realizzare un Parco Urbano del Macrico, derivi semplicemente dal fatto che chi ha riportato al sindaco la notizia che mi apprestavo a protocollare le due mozioni in parola, abbia fatto un po’ di confusione, operando un frappè di contenuti, un collage di idee, per effetto del quale dalla mia proposta di istituire il Parco Urbano dei Monti Tifatini, unita a quella di dare una caratterizzazione urbanistica al Macrico, è venuta fuori la panzana(ella) del Parco Urbano del Macrico.

    Io non so se il sindaco ed i suoi fiduciari si rendano conto di cosa voglia dire “Parco Urbano”, del precipuo contenuto giuridico-normativo di questa espressione. La proposta del Primo Cittadino – more solito – appare del tutta astratta e, quindi, inconferente, non contenendo l’unico dato su cui si può e si deve ragionare: quale destinazione urbanistica il Consiglio Comunale vuole – e deve – dare al MACRICO. Forse se avesse atteso di leggere la mia mozione, si sarebbe risparmiato una (ennesima) brutta figura. Il sindaco vuole un MACRICO Zona Omogenea “F4”?! A me sta benissimo, a condizione che mi spieghi chi e come realizzerà quanto necessario ma, soprattutto, chi si assumerà l’onere della manutenzione del Parco. Vero è che a Caserta il problema della manutenzione delle aree a verde, pur tra mille appalti ed affidi diretti, sembra non riguardare affatto l’amministrazione.

    Una cosa è certa, cioè che di i primi ad ignorare questa intenzione del sindaco sono i redattori del PUC, i quali, peraltro, già in più occasioni hanno dovuto fare la voce grossa avendo appreso di non essere stati informati di assurdi tentativi, fatti dall’amministrazione, di sfruttare in extremis, in articulo mortis l’attuale PRG per concedere nuove concessioni edilizie a privati, facendo letteralmente saltare i parametri del nuovo strumento urbanistico: dai grafici mostrati ai Consiglieri Comunali in un’apposita seduta di confronto con i progettisti del PUC, invero, emergono per il MACRICO ben diverse intenzioni. E, per quel che mi riguarda – non smetterò mai di ripeterlo – al di là di chiacchiere e proclami, carta canta!”.

    Luigi Cobianchi

    Caserta Piano

     

     

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    PUBBLICATO IL: 2 aprile 2014 ALLE ORE 11:25