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    ESCLUSIVA. FATE PENA (amministrativamente parlando, per carità). I revisori dei conti bocciano il progetto dei Caprio per i turisti e l’affidamento “frufru” del Pinto alla CASERTANA


    Con una formula irrituale, che fa capire quanto grossa l'abbia fatta la giunta comunale di Caserta, viene chiesta la revoca immediata in autotutela delle due delibere. In calce il testo integrale del parere dei revisori, arrivato alla presidenza della commissione controllo atti di giunta

    Pio-Del-Gaudio-Caprio

    Nella foto Del Gaudio, Caprio e il progetto del centro turistico

     

    CASERTA – Se c’è qualcuno che vuole ancora capire il dettaglio del nostro pensiero sulle due pittoresche delibere di giunta comunale, relative al via libera del progetto degli imprenditori di Casal di Principe, trapiantati a Caserta, Caprio, scriva questo cognome nel ricerca articoli ed esce fuori un’enciclopedia.

    Se qualcuno ha ancora bisogno di conoscere, nel dettaglio, il nostro pensiero, suffragato da corposo riferimenti normativi e documentali, sull’altra comica delibera con cui si inventa letteralmente un diritto nuovo in tema di concessioni a terzi di beni comunali, scriva stadio Pinto, nel ricerca nomi, e potrà consultare una seconda enciclopedia.

    Il sottoscritto non è di Caserta e comincia a sospettare che la questione sia, al di là della speculazione retorica, che spesso faccio su questa circostanza, effettivamente rilevante nella valutazione delle cose che accadono in questa città. Perché qui ci deve essere un qualcosa che ridefinisce in un perimetro diverso da quello disegnato altrove, lo spazio che esiste tra un atto pubblico, legale, ed un atto pubblico illegale.

    Sapete perché scrivo questa cosa? Perché i tre revisori dei conti del comune di Caserta, figli di una delle pochissime riforme serie fatte in questi ultimi anni e che hanno cancellato lo schifo delle nomine politiche dei titolari di questa funzione di controllo, affidando la loro scelta all’alea di un sorteggio effettuato in Prefettura, non sono di Caserta.

    Non sono di Caserta e la pensano esattamente come il sottoscritto e Casertace su queste due delibere.

    Non sappiamo se i nostri articoli hanno favorito, stimolato, la loro riflessioni, e, tutto sommato, non è neanche importante stabilirlo.

    Quel che conta è che su queste due delibere, quella di re Ubaldo I, che vorrebbe costruire, a scopi speculativi, un centro di accoglienza per i turisti della Reggia su terreni che il comune cederebbe gratuitamente e per di più con il benefit di una completa esenzione fiscale, e quella sulla folle procedura che vorrebbero adottare Del Gaudio e compagnia per garantire alla Casertana la gestione dello stadio Pinto a condizioni che non esistono in nessuna parte del globo.

    Nella comunicazione formale, che i tre revisori dei conti, Antonio Bonagura, Luciano Nicola Panzariello, Vincenzo Bisogno, hanno fatto arrivare per conoscenza anche alla commissione di controllo degli atti di giunta, presieduta da Luigi Cobianchi, uno che se ne fotte degli arruffapopolo, della demagogia e dell’idea che una passione sportiva, giusta, legittima, possa determinare una deroga della legge, oltre alla stroncatura delle due delibere, c’è scritto una cosa molto grave: si invita alla giunta a revocarle in autotutela. E l’autotutela non è una cosettina leggera, se è richiesta da organi di controllo gemmati dalla prefettura.

    Questi qui, al comune, sindaco in testa, credono, evidentemente anche agevolati da una certa distrazione da parte di chi è titolare dell’azione penale, che la costituisca un optional.

    I tre revisori dei conti, nettamente in vantaggio, al momento, nel nostro concorso con cui a fine anno assegneremo, naturalmente, a questo punto, a non casertani, il premio di casertani dell’anno, hanno ricordato a quei fresconi di palazzo Castropignano che la legge esiste ed è a quella a cui bisogna inchinarsi.

    Gianluigi Guarino

    VERBALE

     

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    PUBBLICATO IL: 7 aprile 2014 ALLE ORE 11:24