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    ESCLUSIVA AVERSA. In una lettera sgrammaticata, la Sovrintendenza chiede a Sagliocco di rimettere il basolato in via Roma. Ma questa storia sta diventando una barzelletta


    Linguaggio irrituale, poco istituzionale, riferimento sorprendente ad articoli di stampa. Al di là del legittimo esposto, presentato da Galluccio e soci, pare che in questa vicenda ci sia ancora lo zampino improprio di un Ordine degli Architetti che il presidente De Cristofaro ha trasformato in un partito politico

    Rattoppi in via Roma e Domenico De Cristofaro

    Rattoppi in via Roma e Domenico De Cristofaro

     

     

     

    AVERSA – Abbiamo maturato un’opinione precisa e di buon senso su questa vicenda dei rattoppi, realizzati dall’amministrazione comunale sulla sede stradale disastrosa di via Roma.

    Quei rattoppi hanno un senso e possono essere accettabili nella loro orribile configurazione estetica, solo se il tempo che separa l’oggi dall’inizio dei lavori di totale ristrutturazione e riqualificazione di questa importantissima arteria cittadina non supereranno i 6-7 mesi.

    Per il resto, solo boutades, schermagli politiche in cui, legittimamente, ognuno tira l’acqua al suo mulino.

    I consiglieri comunali del gruppo Dello Vicario e Galluccio hanno, anche in questo caso legittimamente, presentato un esposto alla Sovrintendenza, dalla quale, onestamente, era lecito aspettarsi qualcosa di più serio rispetto alla lettera che ha spedito a Sagliocco stamattina, in cui, pensate un po’, un organismo dello Stato, storicamente formale, almeno nella sua forma espressiva, sobrio ed austero, come la Sovrintendenza, diretta emanazione del Ministero dei Beni Culturali e, dunque, del governo, inizia la sua comunicazione con una formula degna di un battibecco tra due consiglieri comunali di Rocca D’Evandro, con tutto il rispetto per questo ameno paesino al confine tra Campania e Lazio.

    “Da notizie di stampa apprendiamo…”: dunque alla Sovrintendenza scarseggiano la carta protocollata e anche i funzionari, che da organismo dello Stato possano aprire un confronto con un altro ente di Diritto Pubblico, qual è, a tutti gli effetti, un Comune.

    Una lettera alla buona, che non rende giustizia neppure alla motivata, emotivamente partecipata iniziativa di Dello Vicario, Galluccio e Della Valle.

    Una robetta in cui viene detto che, siccome i giornali hanno scritto bla bla bla, sarebbe opportuno, in attesa di una rapida definizione dei procedimenti di gara che, aggiungiamo noi, se sono così lenti, è anche perchè la Sovrintendenza, burosauro lentissimo ed elefantiaco, impiega una vita per i pareri, dicevamo, visti gli articoli di stampa e auspicando tempi rapidi per l’inizio dei lavori finanziati dal Piu Europa, si chiede al Comune di rimettere a posto il basolato.

    Con quali soldi, la Sovrintendenza non lo dice, visto che per compiere questi lavori provvisori occorrerebbero 50-60mila euro che il Comune di Aversa non ha appostati da nessuna parte.

    L’impressione che si ha, diciamocela tutta, è che la Sovrintendenza, compulsata soprattutto dal presidente dell’Ordine degli Architetti De Cristofaro che, onestamente, la politica la dovrebbe lasciar fare al figlio e fidarsi delle buone attitudini di oppositori che stanno mostrando Galluccio e compagnia, si sia voluta togliere un po’ di scocciatori dalle scatole, gettando loro fumo negli occhi.

    Un’altra giornata inutile, visto che il Comune di Aversa, avendo giustificato quei rattoppi, adducendo motivazioni legate alla tutela della pubblica utilità, potrà tranquillamente non dare alcun riscontro a questo sgangherato invito, scritto, tra le altre cose, con una prosa barcollante, indegna di una formale e ufficiale espressione, proveniente da un organo dello Stato.

     

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 24 marzo 2014 ALLE ORE 17:33