LA CATTURA DI MICHELE ZAGARIA IN DIRETTA - ORE 21.01: Cinque metri sotto terra, ecco come ha vissuto per anni la primula rossa dei Casalesi. I poliziotti hanno staccato la corrente, lui stava soffocando ed è saltato fuori

Michele Zagaria aveva la possibilità di accedere ad una seconda botola che portava dritto alle fogne. Ha anche provato ad entrarci, ma l'ingresso era bloccato.

IN COPERTINA, LA FOTO DI MICHELE ZAGARIA AMMANETTATO MENTRE VIENE FATTO SALIRE IN AUTO, NEL CORTILE DELLA QUESTURA, PER ESSERE TRADOTTO IN CARCERE. IN GALLERIA, LE FOTO IN PRIMO PIANO, SUA, E DI VINCENZO INQUIETO CHE LO NASCONDEVA, DI VIA MASCAGNI A CASAPESENNA E DI ALCUNI MOMENTI DEL GRANDE POMERIGGIO VISSUTO IN QUESTURA. C'E' ANCHE L'EX QUESTORE PISANI - DIETRO ZAGARIA, CON MAGLIONE BLU - PIU' VOLTE INNEGGIATO DAI COLLEGHI DI CASERTA E NAPOLI.

 

 

 

AGGIORNAMENTO ORE 21,01: Michele Zagaria ha capito che per lui era finita e si e' arreso quando gli agenti hanno staccato la corrente elettrica che garantiva l'aerazione nel covo. Il boss ha temuto di morire soffocato e ha cominciato a urlare per segnalare la propria presenza. Dopo l'arresto, ha raccontato quei momenti di paura agli uomini in divisa: ''Vi chiamavo e non mi sentivate...''. ''Avete vinto voi, ha vinto lo Stato". Secondo i magistrati della Dda,  viveva in quel rifugio da anni, limitando moltissimo le uscite e salendo di tanto in tanto nella villetta in superficie di proprieta' di un suo fiancheggiatore. Il covo si trovava sotto una camera della casa, il cui pavimento si sposta su binari per lasciare accesso al bunker. Un rifugio insomma ''di ultima generazione'', munito anche di telecamere di protezione e televisori.  

 

AGGIORNAMENTO ORE 19,27: Diramata anche la foto di Vincenzo Inquieto, l'uomo che ospitava, nella sua casa di Casapesenna, il bunker dove si nascondeva Michele Zagaria. Vincenzo Inquieto è il fratello del proprietario del famoso outlet di Aversa, che, qualche mese fa, fu preso d'assalto dagli uomini della squadra mobile, che, anche in quella circostanza, erano convinti di aver scovato Zagaria. Il fatto che la primula rossa si servisse della copertura di persone già fortemente attenzionate dalle forze dell'ordine come possibili suoi fianchieggitori, la dice lunga sul fatto che attorno a Zagaria era stata fatta terra bruciata.

AGGIORNAMENTO ORE 18 E 15: La questura ha diramato la prima foto segnaletica di Michele Zagaria. Ecco com'è. E' stato ritratto senza occhiali, poi li ha rimessi e cosi è stato ritratto, come si vede dalla foto in galleria, nel momento in cui è uscito dagli uffici per essere tradotto in carcere. 

AGGIORNAMENTO 17 E 45: Il dipartimento dell'amministrazione petinenziaria ha deciso il carcere di destinazione di Mchele Zagaria. Andrà al 41 bis nel penitenziario di Novara, in Piemonte, dopo un rapido passaggio logisitco da quello di Secondigliano.

AGGIORNAMENTO ORE 17 E 40: Arrivano le prime battute del questore di Caserta, Longo: ''siamo riusciti a portarci sulle sue tracce grazie a un'assidua e costante attivita' investigativa'' Il questore nega che l'arresto di sia riconducibile alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia. ''La polizia ha messo in campo quanto meglio aveva a sua disposizione per arrestare Zagaria'', ha detto ancora Longo, ''e i sacrifici in termini di uomini e mezzi sono stati enormi''. Tornando al momento della cattura, il questore di Caserta ha descritto le fasi concitate dell'arresto: ''Non riuscivamo a togliere il coperchio della botola che dava l'accesso al nascondiglio. E' stato Zagaria a rivelarsi quando si e' reso conto che ormai eravamo a un passo da lui: e' stato quello il momento in cui ho capito che ormai l'avevamo preso''.

AGGIORNAMENTO ORE 16 E 30: Michele Zagaria esce dagli uffici della questura d Caserta. Tra giornalisti e fotografi - video reporter. Sono almeno 800 ad affollare il grande cortile, dove l'ex super latitante, sotto braccio di de poliziotti del nucleo catturandi, entra, dopo tuttele formalità di rito, espletate negli uffici della squadra mobile, in un'alfa 145. Destinazione, carcere di Secondigliano. 

AGGIORNAMENTO 14 E 20: Emergono i primi raconti sui momenti che hanno portato alla cattura di Michele Zagaria. Chi lo ospitava, ha qusi sfidato i poliziotti che erano entrati. "Trovatelo, se ci riuscite". Non pistole, ma trapani. In men che non si dica, una parete venuta giù. Lui, Zagaria, si nascondeva in un rifugio che, come è capitato di vedere solamente nei film di James Bond, era semovente. In pratica aveva un dispositivo meccanico che gli consentiva di spostare la sua piccola cellula di sopravvivenza. Pare, ma qusto non è confermato, che ai poliziotti abbia detto che anche un'altra volta lui era presente in un bunker, ma non erano riusciti a scovarlo, pur essendo riusciti ad entrare dentro. Ha chiesto di potersi fare una doccia, ma il permesso gli è stato negato. Nel suo covo c'era un personal computer, e tre raffinati dispositivi per non far individuare le celle delle chiamate dei telefonini

 

AGGIORNAMENTO 14 E 5: In questura arrivano tutte le personalità. C'è il coordinatore dello SCO Gratteri, e i giudici simbolo della lotta alla camorra. Il coordinatore della Dda, procuratore della Repubblica aggiunta di Napoli, Federico Cafiero De Raho -nella foto in galleria- , il giudice del processo Spartacus, Raffaello Magi. E poi la dott.ssa Giusti, aima della Dda.

 

ORE 12,42: LE PRIME PAROLE DI ZAGARIA:  "Basta, non sfondate, sono qui. Mi arrendo". Quando ha capito che non c'era piu' nulla da fare la voce di Michele Zagaria si e' sentita dal sottosuolo mentre invocava la polizia di non sfondare piu' il pavimento perche' si sarebbe consegnato spontaneamente. Si nascondeva in un bunker sotterraneo in via Mascagni, a Casapesenna, il paese dei Zagaria, dal quale non si e' mai allontanato in 15 anni di latitanza

 

Casapesenna – L'hanno preso gli stessi poliziotti che qualche mese fa arrivarono ad un soffio dalla cattura ad Aversa. Gli uomini della squadra mobile di Caserta, al comando del vice questore Morabito, quelli della sezione staccata di Casal di Principe al comando del vice questore Alessandro Tocco , hanno sfondato una parete all'interno di un casa di Via Mascagni a Casapesenna. Si nascondeva nella sua Casapesenna , che da oggi non è più una primula rossa, non è più l'uomo più ricercato d'Italia e forse l'uomo più ricercato del mondo. In questi minuti Zagaria è in viaggio verso la questura di Napoli.

 

GIANLUIGI GUARINO



07 dicembre 2011
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