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    Roghi nelle aree verdi a Roccamonfina. E’ guerra nella Comunità Montana dopo la mancata ordinanza della Tari


    Mentre i sindaci Antonio Verdone, Angelo Marrocco e Alberico Di Salvio emanavo l'ordinanza la Tari andava per la sua strada senza pubblicare nell'albo pretorio del Comune l'ordinanza. Il primo cittadino di Roccamonfina delega per le riunioni Bevilacqua.

     

     

     

    (nella foto Di Salvo e Tari)

    (nella foto Di Salvo e Tari)

     

    ROCCAMONFINA – Ente Montano nella bufera, alcuni Sindaci puntano il dito contro Letizia Tari ed altri,  resisi colpevoli  di non aver mantenuto l’accordo preso in merito alle ordinanze inerenti il divieto degli abbruciamenti.

    La prima cittadina di Roccamonfina,  dopo aver concordato con i colleghi della Comunità Montana Monte Santa Croce,  la proposta di emettere l’ordinanza per riparare ai danni causati dal divieto di bruciare i residui vegetali, mentre il Sindaco Antonio Verdone, Angelo Marrocco la emanavano, tra questi anche  il Sindaco di Conca della Campania Alberico Di Salvo,  attuale Presidente dell’Ente Montano; ha preferito andare per la sua strada visto che per giorni dall’albo pretorio del Comune, non è comparsa la sopracitata ordinanza.

    Alla prima riunione tra i Sindaci, la Tari inviò il delegato Bevilacqua questo già fece intendere ai presenti che qualcosa non quadrava, solo durante le battute finali dell’incontro  la Tari si presentò. Successivamente, tutti i Sindaci dell’area montana si riunirono per decidere ulteriormente la pubblicazione dell’ordinanza.

    In quella sede partecipò ancora una volta il delegato Bevilacqua, il quale cosi come tutti i presenti,  disse di essere favorevole alla proposta, solo il Sindaco Giuseppe Galluccio avanzò  qualche perplessità sulla validità del documento, a tal proposito ha riferito:  “ Nonostante  in fase di riunione, abbia fatto presente che a mio avviso, l’ordinanza potesse essere non valida ai fini di baipassare  una legge dello Stato, mi sono attenuto agli accordi presi con i colleghi, ed ho redatto l’ordinanza. Constatato il nulla di fatto sia del Sindaco Tari che degli altri colleghi, ho ritenuto soprassedere sulla pubblicazione in rete,  per consentire agli organi consultivi di attivarsi affinché la problematica del divieto si risolva definitivamente”.

    Il Sindaco Antonio Verdone del Comune di Mignano Montelungo,   ha dimostrato di essere uomo di parola, infatti dopo aver concordato con i colleghi il da farsi, è stato il primo ad emettere l’ordinanza. Questo ha confermato che alla parola  il Sindaco Verdone fa seguire i fatti, a differenza di tanti altri  suoi colleghi che promettono e poi non mantengono. In questo frangente  coloro che hanno mantenuto l’accordo,  si augurano che il  Presidente Di Salvo, adotti una contromisura  nei confronti di chi ha destabilizzato l’ufficialità delle riunioni tra Sindaci della CMMSC, in quanto bastava che tutti loro dicessero di essere contrari invece di dare un assenso falsato. Se per ipotesi,  l’accordo avesse interessato una probabile  scesa in guerra, si fa per dire, oggi potremmo affermare senza ombra di dubbio che la CMMSC, sarebbe stata sconfitta, visto che alcune truppe hanno preferito ritirarsi,  dopo aver asserito di essere pronti a lottare.

    Anna Izzo

    PUBBLICATO IL: 19 marzo 2014 ALLE ORE 11:24