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    ROCCAMONFINA Chiusura del centro anziani, la sindaca Tari denunciata alla Procura della Repubblica


    Pubblichiamo in calce il testo integrale dell'esposto-denuncia presentato da Ettore Ciccone presidente del “Centro Sociale Anziani” di Roccamonfina

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    ROCCAMONFINA – Il Sindaco Letizia Tari, è stata  denunciata alla Procura Sammaritana per la vicenda inerente la chiusura del Centro Sociale Anziani di Roccamonfina.  Il Presidente Ettore Ciccone dell’Associazione “ Giovanni Savastano”, ha inviato  l’esposto-Denuncia  al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, mediante la consegna a mano alla locale  Stazione dei Carabinieri,   nei confronti del Sindaco Letizia Tari. In un inciso, inerente l’esposto denuncia, il Presidente ha sottoscritto “  Chiedo, inoltre, che in caso di ravvisata sussistenza di ipotesi di reato in relazione alle modalità di gestione della cosa pubblica da parte del Sindaco, venga disposto il sequestro preventivo dell’immobile sito in Roccamonfina (CE) alla via Addolorata, 11, località Cicioni al fine di evitare il protrarsi e/o l’aggravarsi delle conseguenze dannose derivanti dai reati già fin qui realizzati”.

    Per facilitare a voi lettori di entrare nella fattispecie della causa, diamo pubblicazione dell’esposto – denuncia, a firma del Presidente Ettore Ciccone. Io sottoscritto Ettore Ciccone, nato a Milano il 09.01.1936, residente in S. Nicola la Strada (CE) alla via Evangelista, 27, in proprio ed in qualità di Presidente del “Centro Sociale Anziani” di Roccamonfina, come da verbale di nomina che mi riservo di produrre in quanto attualmente non nella mia disponibilità perché depositato presso il locale dell’Associazione, attualmente a me inaccessibile per i motivi che di seguito specificherò, mi pregio rappresentare alla S.V. quanto segue: devo necessariamente premettere che l’associazione denominata “Centro Sociale Anziani”, che ho l’onore di presiedere, conta oggi circa 120/130 soci ed ha come unica sede un immobile di proprietà comunale sito in Roccamonfina alla via Addolorata, 11, località Cicioni. Trattasi di un’associazione da sempre impegnata nel sociale con una precipua finalità che è quella di accogliere le persone anziane presenti sul territorio in modo da creare un luogo di appartenenza ed aggregazione che consenta agli stessi di mantenere vivi gli interessi e gli entusiasmi per una vita da vivere con passione anche negli anni non più sorretti dal fulgore giovanile. In questa prospettiva l’obiettivo è stato da sempre quello di promuovere e valorizzare culture, saperi, e capacità degli anziani, anche a confronto con le esperienze più nuove, in una logica di apertura e continuo confronto con la comunità cittadina tutta ed in particolare con i giovani, cercando di trasferire loro principi, ideali ed esperienze di vite vissute in una prospettiva di reale integrazione generazionale. Per questi motivi, e grazie anche alla fattiva collaborazione di tanti impegnati quotidianamente nell’organizzazione di innumerevoli eventi ed iniziative sociali, culturali ed educative, che l’associazione è entrata a far parte dell’Associazione Nazionale dei Centri Sociali e Comitati Orti, con sede a Bologna, che, come noto, è la più grande associazione italiana per numero di iscritti e per questo motivo ammessa di diritto a partecipare al tavolo di formazione delle politiche sociali governative. Premesso ciò, mi corre l’obbligo di segnalare e denunciare quanto di recente verificatosi ad opera del Sindaco del Comune di Roccamonfina, Maria Cristina Tari, che, con scelta unilaterale, arbitraria ed apparentemente incomprensibile, ha privato l’associazione della sua unica e storica sede di via Addolorata, 11, impedendole, di fatto, lo svolgimento di qualsivoglia attività, compresa la cura delle incombenze di ordinaria amministrazione. In particolare, faccio presente che, proprio in virtù del riconosciuto valore morale dell’associazione e delle lodevoli finalità da essa perseguite, oramai da molti anni, già a partire dalla precedente amministrazione comunale capeggiata dal Sindaco Ludovico Feole, era stata messo a sua disposizione l’immobile comunale sito in Roccamonfina alla via Addolorata, 11, per un primo periodo senza alcun atto formale e successivamente, dall’agosto del 2009, con un contratto di comodato gratuito della durata di mesi quattro, stipulato proprio con l’amministrazione capeggiata dall’attuale Sindaco Maria Cristina Tari (all.1); contratto poi, di fatto, tacitamente prorogato di anno in anno fino ad oggi, avendo manifestato le parti, con inequivocabili fatti concludenti – comprese le ripetute manifestazioni di stima per l’alta valenza sociale dell’associazione da parte della stessa Pubblica Amministrazione – univoco consenso al rinnovo. In merito all’immobile in oggetto credo sia opportuno segnalare che con delibera di Giunta Comunale n. 27 del 05.03.2001 (all.2) era stata prevista una ristrutturazione edilizia per la creazione di un centro sociale polivalente per l’assistenza agli anziani; ristrutturazione poi realizzata in virtù di un finanziamento regionale concesso proprio grazie alla specifica finalità assegnata all’immobile.

    Nonostante ciò, con mio sommo stupore ed incredulità, in data 17.06.2013 ho ricevuto la nota comunale prot. n. 3784 del 10.06.2013 (all.3), con la quale l’associazione veniva messa al corrente dell’avvio del procedimento amministrativo finalizzato al recesso del Comune dal contratto di comodato gratuito stipulato il 20.08.2009 ed alla riacquisizione della disponibilità dell’immobile; richiesta poi ribadita con nota del 18.10.2013 (all.4). In relazione alla nota 3784 faccio notare che proprio la volontà espressa dall’Ente di voler “in questo momento recedere” dal suddetto contratto dimostra che fino ad oggi vi era stato anche da parte sua tacito assenso al rinnovo. Da quel momento vari sono stati i tentativi per convincere il Sindaco dal recedere dall’insano intento, sia miei direttamente che per il tramite dell’avocato Angela Sarracco, vedi al riguardo comunicazione protocollo 6605 del 21.10.2013 (all.5), tutti rimasti inascoltati, tant’è che in data 13.12.2013 mi è stata notificata l’ordinanza n. 103 del 13.12.2013 (all.6) con la quale è stata disposta l’immediata chiusura dell’immobile, motivata dal venir meno dei requisiti igienico sanitari dovuti alla mancanza della fornitura idrica. A tale ultimo riguardo giova precisare che il distacco dell’acqua vi era stato pochi giorni prima ad opera del Consorzio Idrico senza che noi ne avessimo fatto richiesta, senza alcun preavviso e senza farci sapere, nonostante le mie rimostranze e richieste di delucidazioni, da chi era partito l’ordine di interrompere la fornitura dell’acqua che, come è noto, è un bene pubblico essenziale. Si è trattato, ovviamente, di un mero espediente per ottenere la liberazione dell’immobile attraverso una procedura rapida e dall’apparente legalità. Subito dopo ho provato in tutti i modi a riottenere l’allaccio della fornitura, rivolgendomi all’Ente preposto e chiedendo per ben due volte anche l’intervento del Prefetto di Caserta, al quale nelle date del 17.12.2013 e 22.12.2013 ho depositato istanza e successivo sollecito (all.7 e 8), affinché si rendesse garante delle esigenze e dei diritti di circa 130 anziani obbligati con un’azione di forza, quale è stata appunto quella di interrompere in quel modo la fornitura dell’acqua, a non usufruire dell’immobile. Azione di forza poi ribadita, sempre in modo unilaterale ed autoritario, posto che nel mese di gennaio del 2014 il Sindaco ha ordinato il cambio della serratura della porta d’ingresso dell’immobile, rendendo praticamente impossibile accedervi e provocando, in questo modo, il totale stallo di tutte le attività dell’associazione, sia quelle legate ad iniziative in corso ed in fase di perfezionamento sia a quelle relative alla gestione amministrativa della stessa, si consideri che all’interno vi sono tutti i documenti necessari per gli adempimenti burocratici amministrativi di fine anno. Mi sembra chiaro che il comportamento del Sindaco, apparentemente fondato su di un presupposto legittimo, quale la non volontà dell’amministrazione di rinnovare il contratto di comodato a suo tempo stipulato, è illecito ed illegittimo, posto che l’attuale vigenza di quello stesso contratto, in considerazione del suo tacito rinnovo fino ad oggi e della indiscussa ed esclusiva disponibilità che l’associazione ha avuto in questi anni dell’immobile in questione, avrebbero reso necessario ricorrere alla competente Autorità Giudiziaria affinché, nel rispetto dei diritti e delle ragioni di entrambe le parti, fosse stabilito a chi destinare il godimento del bene. Intanto, nel mentre accadeva tutto quanto sin qui raccontato, apprendevo che, con delibera di Giunta Comunale n. 60 del 14.06.2013 (all.9), era stato già deciso l’affidamento dello stesso immobile al sig. Petrillo Bartolomeo con contratto di comodato d’uso dietro corrispettivo di un canone annuo di € 100,00. Il sig. Petrillo Bartolomeo, a sua volta, con istanza depositata il 31.05.2013, prot. 3578 aveva chiesto, per sé e per pochi altri cittadini roccani, l’utilizzo dell’immobile come punto di ritrovo per la terza età in nome di una non meglio specificata associazione in corso di creazione. Orbene, lungi da me l’intento di esprimere critiche o discriminazioni per qualunque iniziativa di carattere sociale, non credo però che, almeno allo stato, possa considerarsi opportuna la scelta di affidare ad una persona fisica un bene pubblico sottraendolo ad un’associazione oramai ben radicata nel tessuto sociale della città ed apprezzata e seguita da tanti proprio in ragione del suo elevatissimo impegno sociale. Tale ulteriore circostanza rende ulteriormente grottesco ed ingiustificato l’operato del Sindaco e della sua amministrazione che inspiegabilmente hanno deciso di destinare l’immobile a finalità diverse da quelle per le quali era stato ristrutturato con fondi pubblici, negando all’Associazione da me presieduta un bene essenziale per la sua sopravvivenza, il tutto attraverso un’azione di forza immotivata, ingiustificata e gravemente lesiva dei nostri diritti. Devo da ultimo denunciare che nella maldestra gestione della vicenda il Sindaco non si è risparmiato un feroce attacco alla mia persona con apprezzamenti ed affermazioni altamente lesive del mio buon nome e della mia reputazione, quest’ultima guadagnata con anni di impegno e duro lavoro anche all’interno dell’associazione e grazie alla quale sono stato ritenuto meritevole di ricoprire l’onorevole carica di presidente. Ed, infatti, nelle note prot. n. 7895 del 13.12.2013 e prot. n. 8131 del 27.12.2013, a firma della dr.ssa Maria Cristina Tari, inviate all’associazione e per conoscenza allo studio legale Sarracco e al Prefetto di Caserta (all.10 e 11), il Sindaco, nel rispondere ad una mia nota relativa alla vicenda, con frasi mirate mi ha esplicitamente accusato di aver assunto un atteggiamento “….incongruo e comunque non informato dal principio di reciprocità…” ed ancora “…di aver conferito connotazioni grottesche a quello che persone civili e congrue nei propri comportamenti avrebbero risolto secondo logica e buon senso, ………….di voler decidere della destinazione di un bene pubblico e di monopolizzarne l’utilizzo”. Senza tralasciare poi la tecnica delle domande sarcastiche, storicamente utilizzata quale scherno ed umiliazione dell’interlocutore, laddove nella nota del 27.12.2013 scrive: “….ciò premesso le viene posta una domanda per la quale non si attende risposta in quanto la sua persona viene ritenuta non degna di affidamento (in proposito si ricorda un principio che forse non le è noto: quello di buona fede precontrattuale e contrattuale)”.Appare ovvio che tali espressioni, tra l’altro portate a conoscenza addirittura di organi istituzionale come il Prefetto di Caserta, colpiscono non solo la mia persona, quale privato cittadino, non più giovane, che ha da sempre improntato il proprio comportamento al rispetto degli altri, delle leggi e delle istituzioni, ma sviliscono anche la mia carica nell’associazione ridicolizzando e, quindi, annientando tutti gli sforzi fin qui fatti per salvarla. Detto tutto ciò, chiedo alla competente Autorità di valutare se nei fatti sopra esposti siano ravvisabili ipotesi di reato, quali esercizio arbitrario delle proprie ragioni, abuso di ufficio, violenza privata, diffamazione ed altro, nel quale caso ne chiedo la punizione come per legge, offrendo fin d’ora ampia disponibilità ad essere ascoltato per eventuali ulteriori informazioni o chiarimenti. Chiedo, inoltre, che in caso di ravvisata sussistenza di ipotesi di reato in relazione alle modalità di gestione della cosa pubblica da parte del Sindaco, venga disposto il sequestro preventivo dell’immobile sito in Roccamonfina (CE) alla via Addolorata, 11, località Cicioni al fine di evitare il protrarsi e/o l’aggravarsi delle conseguenze dannose derivanti dai reati già fin qui realizzati. Chiedo di essere avvisato in caso di richiesta di archiviazione e mi riservo la costituzione di parte civile nell’interesse dell’associazione da me presieduta, certamente danneggiata dai fatti e dalle condotte poste in essere dagli amministratori del Comune di Roccamonfina”.

    Anna Izzo

    PUBBLICATO IL: 25 febbraio 2014 ALLE ORE 10:53