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    Il decreto Terra dei Fuochi non fa paura. La tradizione dei falò di San Giuseppe resiste


    Resta invariata quindi la tradizionale festa

    falò

     

    ROCCAMONFINA – L’antichissima tradizione di allestire e poi bruciare enormi cataste di legna ( fascine e ceppi) alla vigilia della ricorrenza del Patrono dei lavoratori, sarà possibile anche quest’anno. Gli estimatori di questa ricorrenza potranno innescare i fuochi senza lo spauracchio di incorrere in qualche sanzione derivante dall’applicazione  del nuovo decreto Terra dei Fuochi inerente lo smaltimento dei rifiuti mediante roghi.

    Constatato che questa antichissima tradizione non rientra nella fattispecie di smaltimento di rifiuti, in quanto i materiali usati per l’accensione dei falò non sono classificabili tali, a differenza di  tutti i residui vegetali che vengono smaltiti in campagna, il Corpo Forestale dello Stato del Comune di Roccamonfina, nella serata del 18 Marzo,  non sarà chiamato a far osservare il divieto degli abbruciamenti nei luoghi dove saranno bruciate le cataste di legna.

    Qualsiasi materiale, infatti, di cui il cittadino intende disfarsi o se ne sta disfacendo è da ritenersi rifiuto e quindi, dà luogo alla conseguente sanzione; invece raccogliere scarti di legname, anche di potatura, facendone poi fascine per l’utilizzo del focolare domestico, ossia accensione dei camini e stufe, è consentito anche dalla legge visto che il cittadino non sta smaltendo rifiuti.

    I presidenti delle Associazioni  dei Comuni interessati dai fuochi di San Giuseppe, stanno già comunicando alle amministrazioni e Polizia Municipale  nonché Carabinieri, i siti dove allestiranno i falò che, come ogni anno vedranno la partecipazione in massa della cittadinanza locale e quella dei Comuni limitrofi che, parteciperà anche per degustare i prodotti tipici della festività.

    Anna Izzo      

    PUBBLICATO IL: 16 marzo 2014 ALLE ORE 9:37