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    La destra “dura e pura” a GRAZZANISE non è più. Fdi non attecchisce in terra mazzonara


    In realtà pretendere ancora la sua esistenza (se mai fosse esistita) è anacronistico. Forse abbiamo usato termini forti, parole oggi non al passo con i tempi. Ad ogni modo quella fetta di ex missini, poi alleanzini, che direttamente e indirettamente hanno inciso nella politica mazzonara per un 30enneio politicamente sono scomparsi

    Nella foto Gravante, Vaio e Parente

    Nella foto Gravante, Vaio e Parente

    GRAZZANISE -  Le primarie di Fratelli d’Italia-An, per l’elezione dei delegati casertani da inviare al congresso fondativo  del partito, che si terrà a Fiuggi il prossimo 8 e 9 marzo, si sono svolte domenica scorsa. In terra mazzonara, però,  questo evento è passato in sordina, anzi, diciamola tutta, non è passato affatto.

    Se l’indifferenza grazzanisana all’evento , che, stando ai dati diffusi da Fdi, ha coinvolto circa 8 mila persone,  si fosse registrata in Emilia, beh, avremmo detto: ci sta, è normale. Il problema è che il disinteresse è stato riscontrato, invece,  in una zona, cioè nel Basso Volturno, dove la destra non è  radicata da un punto di vista partitico (An, infatti, è stata protagonista, direttamente e indirettamente, dell’ultimo 30ennio politico locale), ma si è barbicata anche sotto un aspetto antropologico.

    Premettiamo che il partito della Meloni, coinvolto e travolto dalle nuove  fasi governative, ha modificato parte di quegli aspetti missini sostenuti per anni a Grazzanise. Eppure, nonostante i cambiamenti, nonostante l’imberlusconimento, considerata la dipartita politica della creatura finiana (la quale aveva cercato, evidentemente con modi sbagliati, visto il risultato, di emancipare l’animo italico destrorso), il partito-costola dell’ex Pdl, rappresenta, tutt’oggi, la sola sigla che continua ad avere un labile filo di collegamento con i valori alleanzini. E di alleanzini a Grazzanise, fidatevi, ce ne sono stati, per anni, tanti (negli ultimi tempi disuniti nelle amministrative, ma comunque tanti, forse confusi, ma tanti).  Dunque, nonostante la massiccia presenza di ex tesserati An, Fdi non è riuscita proprio ad ingolosire la storica destra territoriale.

    Il centrodestra in terra dei Mazzoni, ora, è appiattito su due/tre schieramenti  che, sostanzialmente, hanno la stessa matrice: Forza Italia, partito dove orbitano Gravante e Renato Parente,  il Ncd, sostenuto da Marcello Vaio, e il Mir di Samorì, retto da Domenico D’Elena.

    Ad onor del vero qualcuno che, a Grazzanise, si era avvicinato a Fratelli d’Italia c’è stato: ci riferiamo all’ex consigliere comunale Di Fruscia, ma dopo le governative non abbiamo più percepito la sostanzialità di quel rapporto (magari la relazione Di Fruscia – Fdi c’è ancora, può essere che tuttora sia viva e magari siamo stati noi pochi attenti a percepirla, ad ogni modo se tale rapporto è ancora vivo attendiamo notizie…)

    Chi ha perseguito la linea finiana (Msi, An, Pdl, Fli) è politicamente scomparso. Del resto dar loro totalmente torto è difficile dato che gli aspetti che li costrinsero ai repentini e tribolati passaggi partitici di certo non sono, poi, troppo riscontrabili in Fdi. Quindi, alla fine, cosa è successo? Gli ex An (Cainiello, Raimondo, Di Stasio & C.) hanno preferito e preferiscono star fermi, in attesa di cosa non lo sappiamo, forse fermi e basta. Non pensiamo, invece, che perseguiranno tale immobilismo anche in campo amministrativo.

    Che dire, la destra, quella dura e pura, a Grazzanise non è più.

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 26 febbraio 2014 ALLE ORE 12:48