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    GRAZZANISE. Si rivede Nuovi Orizzonti e da 5 si passa a 6 (?) Orbite complesse per il gruppo di Conte


    Ci riferiamo ai 5 capisaldi neorizzonti (Federico Conte, Vaio, Raimondo, Parente e Pezzera) ai quali, da un po’ di tempo, in modo implicito, si è aggiunto l’ex candidato svoltista, Davide Massaro

    Nella foto Raimondo, Pezzera, Parente, Vaio, Massaro e Conte

    Nella foto Raimondo, Pezzera, Parente, Vaio, Massaro e Conte

    GRAZZANISE – Gli ex 5 consiglieri comunali di Nuovi Orizzonti si sono rivisti nella sede di via Annunciata, venerdì scorso.

    Sono passati 4 giorni da quell’incontro, quindi, diciamo che mo’, lunedì, questa news tanto nuova ormai non lo è più. Avremmo potuto scriverla, in realtà, la sera stessa, oppure il giorno dopo, ma visto che l’oggetto che volevamo trattare (e lo facciamo oggi) non riguardava il merito della riunione, ma era l’analisi di tutto ciò che orbitava (e tuttora orbita) intorno al gruppo di Conte, avevamo deciso di rimandare, di far trascorrere il weekend e di pubblicare la disamina ad inizio settimana.

    E’ lunedì. Dunque, chi aleggia (oppure ha aleggiato) attorno a Conte? Davide Massaro, ora partiticamente vicino alle posizioni di Angelo Consoli.

    A quanto pare l’ex consigliere svoltista avrebbe partecipato alla reunion dei capisaldi neorizzontini. Anche questa, concedetecelo, non è una notizia carica meraviglia:  segnali fatici della vicinanza dell’ex candidato parentiano a Federico Conte sono da tempo visibili, forti, chiari. L’aspetto da considerare, invece,  è l’ufficialità (che diamo noi) odierna di questo rapporto.

    Altro elemento che orbita intorno a Nuovi Orizzonti è, indirettamente, il Pd. Per quale ragione indirettamente? Primo motivo: perché alcune aree dei democrat sono legate, con solidità, a Nuovi Orizzonti e difficilmente se ne slegheranno (da Nuovi Orizzonti) fin quando il cartello dell’ex minoranza consiliare avrà questo assetto. Secondo motivo:  perché a causa della frammentazione insanabile del circolo Jotti, una linea, che non sia solo formale, di facciata, di statuto, ma che sia di sostanza, che delinei le modalità dei propri rapporti con le compagini civiche, quel partito non l’ha mai avuta.

    Pensandoci bene, ad onor del vero, la questione Pd-Nuovi Orizzonti vive di un rapporto di problematicità non univoca, bensì, cosa ancor più preoccupante, biunivoca. Spieghiamo meglio: da un lato c’è il Pd che, per le sue grane interne, si trova spacchettato, frammentazione che determina, di conseguenza, simpatie, non omogenee, destinate ai diversi  blocchi elettorali che correranno per le comunali. Dall’altro lato, e qua c’è la biunivocità, è arcinoto che ci  sono pure alcuni esponenti di Nuovi Orizzoni (Vaio e Raimondo) i quali, al momento, non hanno rapporti idilliaci con gli attuali vertici del circolo Jotti (rapporti raffreddatisi durante la fase precongressuale che ha eletto Teresa Cerchiello)

    Per completare il quadro, passiamo alla carrellata dei legami degli altri partiti con Nuovi Orizzonti. Riguardo l’ex gruppo Fli, ora in letargo, sembra completamente fuorigioco. Fratelli d’Italia non pervenuto. Con Ncd non ci sono problemi, dato che il principale esponente territoriale è Marcello Vaio. Per Forza Italia la questione, che tratteremo a parte, nonostante sia strutturalmente più complessa, non dovrebbe riguardare la squadra di Conte, grazie al fatto che proprio Conte, per ora, ha deciso di fare il candidato di una civica e non l’uomo di partito.

    Tralasciando il Pd e gli altri partiti e ritornando alle dinamiche dei 5 ex consiglieri neorizzontini, non sappiamo se tutti quanti (Pezzera, Parente, Raimondo e Vaio)  riconfermeranno l’appoggio al loro ex candidato sindaco, non sappiamo se tutti quanti si presenteranno in prima persona o affideranno i loro bacini elettorali (bacini da rimisurare) ad altri. Citiamo solo un caso:  la possibile non candidatura alle comunali di Peppe Raimondo e l’immissione in lista, al suo posto, di sua moglie, Alba Villano.

    Abbiamo detto Raimondo e, perdonatecelo, ci viene naturale parlare  un altro po’ di Pd. Il Psi  rinsalda sempre di più i suoi rapporti, a livello nazionale, con i democrat. Quando questo rinsaldare si trasformerà in fusione o in candidature da realizzare (come in parte è stato già fatto)  sotto la stessa sigla, il circolo Jotti dovrà obbligatoriamente ritornare a parlare e ad agire con Raimondo, dovrà farlo per norme di partito, ma soprattutto dovrà farlo perché si tratta di un grande elettorale che, conti alla mano (ci riferiamo ai conti delle trascorse elezioni), da solo muove più voti di tutto il circolo.

    Le parole so’ belle, i programmi su carta so’ bellissimi, le azioni emblematiche (concrete ma emblematiche) so’ fantastiche, eppure in politica, per amministrare e per trasformare le dottrine in fatti, servono i voti.

    L’unico riferimento che possiamo avere, per determinare i grandi elettori, sono i numeri delle tornate precedenti e pragmatismo vuole che bisogna partire sempre da quelli.

    Amministrare, in questa terra, anche con le casse vuote, è una cosa difficilissima, ardua. E’ ora di fare e pretendere discorsi seri.

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 31 marzo 2014 ALLE ORE 16:48