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    GRAZZANISE. PD, la minoranza spiega il perché della sfiducia alla segretaria


    Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota diramata da Rosario Ciliento esponente di minoranza del circolo Jotti

    Nella foto Ciliento e Cerchiello

    Nella foto Ciliento e Cerchiello

     

    COMUNICATO STAMPA - La ratio che ci ha spinti ad un atto traumatico e di rottura definitiva è incentrata su temi meramente politici, risultanti dalla confluenza di una parte della maggioranza e la minoranza tutta. Ciò che ci ha mossi non sono certamente desideri di dominio o prevaricazione, o la volontà di paralizzare il partito. Semplicemente si è preso atto che un numero esiguo imponeva in maniera autoritaria le decisioni a tutta la comunità degli iscritti, superando a piè pari il processo di discussione e confronto, mortificando reiteratamente il ruolo dell’assemblea cittadina, ignorando totalmente la presenza dei militanti e dei dirigenti che non si allineavano alle decisioni, militanti che la segretaria ha più volte ripetuto di voler mettere al centro della nuova gestione, ma che poi sono stati dimenticati dopo la sua elezione.

    Abbiamo formulato una mozione di sfiducia perché tutte le nostre idee, che più volte abbiamo provato a metter al centro del dibattito, sono state scartate in blocco,perché, a detta della segretaria, le sue idee venivano prima. L’analisi dei flussi di latte tra allevatori e trasformatori, una possibile creazione di una forma di consociativismo della categoria degli allevatori di Grazzanise, che da anni sono solo sfruttati come bacino elettorale, il tema del lavoro e del micro credito, del tutto insufficiente, che in un territorio in cui il tessuto economico e sociale è basato sulla piccola impresa, è essenziale; fino a temi meno complessi come la condizione delle strade e il problema dei cani randagi, temi questi condivisi a pieno dall’ex vicesegretario. Quest’ultimo infatti ha sollecitato più volte la segretaria affinché si possa affrontare questi e altri punti come l’efficienza della raccolta differenziata, sapendo che a Grazzanise la produzione di indifferenziata è molte volte superiore all’umido e al secco, oppure problemi del calcolo del consumo idrico, che è effettuato su base annuale quando si potrebbe farlo su base trimestrale e risparmiare sulle eccedenze.

    Ecco, noi non ci riconosciamo nella segretaria per la sua incapacità nel guidare un partito, perché non conosce l’importanza della dialettica interna, perché non ha saputo tenere rapporti con chi l’ha eletta nè tantomeno chi la affrontata lo scorso mese di febbraio; ancora perché sono state disattese completamente le proposte fatte prima del congresso, proposte fatte solo per arrivare alla guida del circolo, e sistematicamente messe da parte conclusasi la fase congressuale. Manca inoltre la figura di un presidente super partes che sia veramente pater dell’assemblea, quando invece ha imposto la sua elezione proprio per escludere la mozione avversa dall’iter decisionale. Tutti questi punti sono stati condivisi da 68 iscritti e 7 dirigenti, in pratica la stragrande maggioranza del partito è decisa su un netto no a questo gruppo dirigente e alla coordinatrice; poi certamente ognuno è libero di farsi un’opinione e di fare le sue valutazioni, ma penso sia necessario che se ne prenda atto e si agisca di conseguenza.

    PUBBLICATO IL: 1 aprile 2014 ALLE ORE 10:30