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    13 INDAGATI. I NOMI: l’ex sindaco Parente, ex assessori, funzionari del comune e un noto imprenditore di S.MARIA C.V


            Oggetto dell’inchiesta, diretta dal pm Silvio Marco Guarriello, l’appalto che il comune mazzonaro ha affidato alla Romatek per fornitura dell’apparecchiatura elettronica del controllo del traffico, assistenza e consulenza tecnica per il rilevamento delle infrazioni. L’udienza preliminare per il rinvio a giudizio è stata fissata al prossimo 14 maggio GRAZZANISE – Enrico Parente, Giuseppe […]

     

     

     

    Nella foto Raimondo, Carlino e Parente

    Nella foto Raimondo, Carlino e Parente

     

    Oggetto dell’inchiesta, diretta dal pm Silvio Marco Guarriello, l’appalto che il comune mazzonaro ha affidato alla Romatek per fornitura dell’apparecchiatura elettronica del controllo del traffico, assistenza e consulenza tecnica per il rilevamento delle infrazioni. L’udienza preliminare per il rinvio a giudizio è stata fissata al prossimo 14 maggio

    GRAZZANISE – Enrico Parente, Giuseppe Tessitore, Clemente Carlino, Mario Cantiello, Salvatore Raimondo, Giovanni Gravante, Alessio Cantiello, Giovanna Perillo, Alessio Di Nardo, Raffaele Petrillo, Antonio D’Abrosca, Pasquale Iadicicco e Mattia Parente sono i 13 indagati nella vicenda Romatek. E questo è risaputo, visto che si tratta di un’indagine abbastanza datata che abbraccia l’ampio arco temporale che va dal dicembre del 2005 all’aprile 2008.

    La fase investigativa, diretta dal pm Silvio Marco Guarriello, sull’appalto che il comune mazzonaro, all’epoca guidato da Enrico Parente, ha affidato proprio alla Romatek (fornitura dell’apparecchiatura elettronica del controllo del traffico, assistenza e consulenza tecnica per il rilevamento dell’infrazione fornitura del materiale  fotografico, materiale consumo e moduli verbali con ricevuta di ritorno, assistenza e consulenza amministrativa per la stampa dei verbali ecc…), quindi, si è conclusa già da un po’.

    Adesso, però, venendo ai giorni nostri, ci si imbatte in un’altra fase:  si procederà a stabilire se i 13 indagati dalla procura di S.Maria C.V. saranno o non saranno rinviati a giudizio.

    L’udienza preliminare che lo determinerà  si sarebbe dovuta svolgere ieri, mercoledì, ma per difetti di notifiche è stata rinviata al 14 maggio 2014.

    L’ex primo cittadino Enrico Parente, Clemente Nicola Carlino, Mario Cantiello, Salvatore Raimondo (all’epoca assessori), Alessio Di Nardo e Antonio D’Abrosca (responsabili, in quegli anni, rispettivamente dell’area di P.M e dell’area amministrativa) e Pasquale Iadicicco (titolare della Romatek) sono accusati di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

    Numerose, per il giudice Guarriello, le azioni che avrebbero determinato questi reati. Il magistrato inquirente della Procura sammaritana ritiene, infatti, che  non sarebbe stato determinato il prezzo di appalto “stabilendo il corrispettivo in relazione ai singoli fotogrammi delle sanzioni rilevate (il cui numero non è determinabile preventivamente) così definendo un corrispettivo indeterminato che in concreto diventa una percentuale sugli introiti e con pagamento di somme sproporzionato rispetto alla prestazione effettivamente fornita.” Secondo il giudice neppure sarebbe stato predeterminato l’importo del contratto al fine dell’assunzione dell’impegno di spesa, né accertate “le ragioni di convenzienza e di pubblico interesse alla rinnovazione del contratto”. Ancora, sempre in base all’impianto accusatorio, non era prevista “una clausola di revisione periodica del prezzo” e le forniture e i servizi non sarebbero stati acquisiti “ al miglior prezzo di mercato”

    “In tal modo, - è scritto da Guarriello a conclusione dal capo d’accusa a), – tutti determinavano intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale in favore della indicata ditta affidataria del servizio, identificabile nei profitti conseguenti alla elevazione di 3377 percependo in virtù di un contratto illegittimante affidato alla somma compressiva di 201.902,85 euro…”

    Risultano indagati inoltre Mattia Parente, responsabile, durante il secondo mandanto Parente, dei servizi finanziari, Giuseppe Tessitore e Pasquale Iadicicco per truffa e falso ideologico perché, secondo il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, “in concorso tra loro con artifici e raggiri consistiti nel procedere  Iadicicco alla presentazione della fattura n.85, Tessitore alla redazione della determina n° 4 e Mattia Parente all’emissione del relativo mandato di pagamento n. 113 del 6 febbraio 2008” avrebbero “attestato  falsamente il diritto al rimunerazione della fattura n° 85 che era già avvenuto il 21 gennaio 2008”.

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 27 gennaio 2014 ALLE ORE 15:44