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    CASAL DI PRINCIPE ALLE ELEZIONI – Elisabetta Corvino, Enrico Maria “orecchio assoluto”, Martinelli che arranca e i primi posizionamenti


    Stavolta ci divertiremo sul serio. Al figlio di Mario Natale diciamo, per questa volta, usando solo l'arma democratica della satira, di cambiare il marchio del suo movimento

     

    Elisabetta Corvino, Enrico Maria Natale e Pasquale Martinelli

    Elisabetta Corvino, Enrico Maria Natale e Pasquale Martinelli

     

     

    CASAL DI PRINCIPE – Elezioni comunali di Casal di Principe, si potrebbe essere portati a pensare che, visto quel popò di roba che è capitato , nessuno avesse l’estro e la voglia di “mettersi in mezzo”. E invece no.

    Al momento si contano almeno una decina di aspiranti sindaci. Nomi vecchi e nomi nuovi. A partire da Elisabetta Corvino, figlia d’arte, visto che suo padre, Mario Corvino, è stato consigliere comunale.

    Con la Corvino si sarebbe già schierata l’associazione “Alba rosa” di Mimma Tonziello, moglie di Pasquale Natale, storico amico di Nicola Cosentino. In suo appoggio anche il maresciallo dell’aeronautica, Luigi Diana, il quale starebbe già preparando anche una sua lista civica.

    Possibilità di intesa anche con l’avvocato Martino, animatore del “Movimento per il riscatto”. Il suo nome ha girato anche come ipotetico candidato sindaco, ma non è detto, che, alla fine, il suo movimento si aggreghi ad un altro candidato.

    Andando sul “vintage” più spinto, non potevano mancare le ambizioni del più volte sindaco Pasquale Martinelli, il quale, per il momento, si è limitato a pubblicare sul suo profilo Facebook il proprio atto di adesione a Forza Italia. Ma nessuno, per il momento, da Napoli, da Caserta o da Aversa, lo ha legittimato.

    Anche Martinelli fa circolare la voce di una propria lista già pronta. Ma, trattandosi di una fase che esprime solamente schermaglie tattiche, la medesima voce va verificata in tempi più prossimi alla fase calda della definizione di liste e schieramenti.

    Un altro sempre in tiro a Casal di Principe è il “mitico” Enrico Maria Natale, figlio dell’imprenditore Mario Natale e, dunque, nipote di Enzo Natale, titolare del Bingo di Santa Maria Capua Vetere.

    Il curriculum di Enrico Maria Natale si fonda su una esperienza da consigliere comunale, ma, soprattutto, da una “fantasmagorica” stagione vissuta da dirigente sportivo, quando suo padre Mario, dopo aver stravinto, con l’attuale allenatore dell’Aversa, Di Costanzo, la serie D a mani basse, costruì una squadra molto competitiva per la serie C2.

    Quel Gladiator sfiorò i play off, persi in una sfortunata partita da cui uscì sconfitto di misura in terra siciliana, ad Acireale.

    Dopo quell’incontro, l’allora allenatore Torrisi fu esonerato, e al suo posto, in panchina, Mario Natale mise il figlio Enrico Maria, il quale ebbe l’onore, in una domenica di aprile, di sfidare l’allora allenatore del Foggia, che quel campionato vinse a mani basse, Pasquale Marino, poi approdato alla serie A, al quale dette la mano alla fine di quel match giocato al “Piccirillo” e vinto di misura dai satanelli.

    Un curriculum buono per fare il sindaco. E per chi non ci crede, possiamo citare il secondo robusto quesito curriculare: nel suo sito personale, Enrico Maria Natale si è definito per anni “orecchio assoluto”.

    Alt, il ragazzo è un toro, dato che orecchio assoluto significa avere la capacità di suonare al piano, in ogni momento, qualsiasi melodia ascoltata.

    Dunque, siamo di fronte ad un incrocio tra Mourinho e Mozart. Talento sprecato, a cui fare solo il sindaco di Casal di Principe andrebbe strettissimo.

    Ma, come si dice, chi si accontenta gode.

    Lo abbiamo sfottuto per l’ennesima volta non perchè ci sia antipatico, ma perchè ha battezzato il suo movimento “Casale c’è”.

    Enrico Maria, nun ce provà, altrimenti ci fai incazzare sul serio, togli questo nome, anche perchè funziona solo con noi di Casertace, come ha ampiamente dimostrato l’ultima campagna elettorale delle politiche, quando Gianpiero Zinzi utilizzò il nostro marchio originale nel suo slogan “La svolta c’è”.

    Finì come tutti sanno. “C’è” funziona solo con Casertace in quanto, per chi non lo avesse ancora capito, non è lo slogan o il marchio a fare la differenza, ma è la mole di lavoro onesto, condotto sempre con la schiena dritta, a far funzionare questo brand.

    Domani affronteremo altre questioni e tireremo fuori molti altri nomi di aspiranti sindaci. E non mancheranno sorprese.

     

    Gianluigi Guarino

     

     

    PUBBLICATO IL: 25 febbraio 2014 ALLE ORE 18:26