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    TUTTE LE FOTO. 19 MARZO A CASAL DI PRINCIPE. In ricordo di Don Peppe Diana, c’è anche la Bindi


    Nella nota stampa in sintesi tutti gli eventi della giornata

     

    Bindi

    CASAL DI PRINCIPE – 19 marzo, anniversario dell’uccisione di Don Diana. A vent’anni dall’omicidio del prete anticamorra numerosi gli eventi e le manifestazioni avviate in tutta la Campania. A Casal di Principe sede del tragico evento presso la Parrocchia San Nicola alle ore 7.30, è stata celebrata la Messa dal Vescovo Mons. Angelo Spinillo. Dalle 9.30 è partita la marcia per le strade di Casal di Principe. Nel pomeriggio vi sarà l’ accoglienza dei
    partecipanti nelle piazze principali e nelle parrocchie della cittadina; in via Cavour, a Casal di Principe, annullo filatelico del francobollo del Ventennale;
    ore 17.30, in piazza Mercato, concerto dell’associazione “Diamo una voce all’ arte”. In prima serata,sarà trasmessa su Raiuno, la seconda puntata della
    fiction su Don Diana. Oggi si vuole ricordare il sacrificio di Don Peppe Diana, il prete ucciso dalla camorra il 19 marzo del 1994 nella sagrestia della sua
    chiesa a Casal di Principe, proprio nel giorno del suo onomastico. A distanza di 20 anni il messaggio del prete “scugnizzo” resta impresso nelle menti e nei
    ricordi di tutti. Tale esempio ormai è divenuto d’interesse nazionale. La Campania ha voluto e vuole rendere omaggio ad un parroco, un uomo, un
    professore, che ha offerto la sua vita alla lotta della criminalità organizzata nel casertano. “Don Peppe Diana fu ucciso perché disse con chiarezza che la religione cristiana era incompatibile con le mafie. Un insegnamento pregnante che deve essere trasmesso con forza alle nuove generazioni. Secondo molti, Don Diana ha insegnato a vivere liberi dalle mafie e questa idea di libertà deve essere annoverata tra i valori fondanti della nostra società e quindi trasmessa con convinzione da padre in figlio.
    Giuseppe Diana nasce a Casal di Principe da una famiglia di proprietari terrieri. Nel 1968 entra in seminario, vi frequenta la scuola media e il liceo
    classico. Successivamente intraprende gli studi teologici nel seminario di Posillipo, sede della Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale. Qui
    si licenzia in Teologia biblica e poi si laurea in Filosofia alla Federico II. Nel 1978 entra nell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI)
    dove fa il caporeparto. Nel marzo 1982 è ordinato sacerdote. Diventa Assistente ecclesiastico del Gruppo Scout di Aversa e successivamente anche Assistente del settore Foulards Bianchi. Dal 19 settembre 1989 era parroco della parrocchia di San Nicola di Bari in Casal di Principe, suo paese natio. Successivamente diventa anche segretario del vescovo della diocesi di Aversa, monsignor Giovanni Gazza. Insegnava anche materie letterarie presso il liceo legalmente riconosciuto del seminario Francesco Caracciolo, nonché religione cattolica presso l’istituto tecnico industriale statale Alessandro Volta e l’Istituto Professionale Alberghiero di Aversa. L’omicidio avvenne alle 7.30 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, mentre si accingeva a celebrare la Santa Messa. Due killer lo affrontano con una pistola calibro 7.65. I quattro proiettili vanno tutti a segno, due alla testa, uno in faccia e uno alla mano,
    Don Peppe muore all’istante. L’omicidio, di puro stampo camorristico, fece scalpore in tutta Italia. Un messaggio di cordoglio venne pronunciato anche da
    Giovanni Paolo II durante l’Angelus. Don Peppe visse negli anni del dominio assoluto della camorra casalese, legata principalmente al boss Francesco
    Schiavone detto Sandokan. Gli uomini del clan controllavano non solo i traffici illeciti, ma si erano infiltrati negli enti locali e gestivano fette rilevanti
    di economia legale, tanto da diventare “camorra imprenditrice”. Il suo impegno civile e religioso contro la camorra ha lasciato un profondo segno nella
    società campana. Il suo scritto più noto è la lettera Per amore del mio popolo non tacerò, un documento diffuso a Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal
    di Principe e della zona aversana insieme ai parroci di Casal di Principe, un manifesto dell’impegno contro il sistema criminale.

    Lidia De Angelis

     

     

     

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    PUBBLICATO IL: 19 marzo 2014 ALLE ORE 13:39