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    CAIANELLO. Il generale Mottola: “fiero della cittadinanza onoraria”. Tutte le foto delle cerimonia


    Si è svolto venerdì l'importante evento che ha visto protagonista il Comandante Interregionale dei Carabinieri di Campania, Molise e Puglia

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    CAIANELLO – Conferimento della cittadinanza onoraria al Generale di Corpo D’Armata Franco Alberto Mottola,  Comandante Interregionale dei Carabinieri di Campania, Molise e Puglia, l’intera cittadinanza del Comune di Caianello è  intervenuta  alla Cerimonia indetta dal Sindaco Marino Feroce. Attorniato dalla sua famiglia, dai suoi conterranei, dalle massime cariche istituzionali civili e militari, il Generale di Corpo D’Armata Mottola, con gioia ed emozione ha ringraziato il Sindaco Feroce, la Giunta ed  il Consiglio Comunale per l’altissimo onore che gli hanno riservato, conferendogli la cittadinanza onoraria di Caianello, in un contesto cosi solenne, qual è la seduta straordinaria di un Consiglio Comunale. “ Ricevere la cittadinanza onoraria- ha asserito il Generale di Corpo D’Armata Mottola, è un importante attestato di stima e di considerazione. Per me ricevere quella di Caianello è un assoluto privilegio”. Per rendere onore al Grande Generale di Corpo D’Armata Mottola, riportiamo fedelmente il suo discorso tenuto dinanzi al Comandante della Legione Generale Gianfranco Cavallo, al Colonnello Giancarlo Scafuri del Comando Provinciale, al Prefetto di Caserta  Carmela Pagano, l’Onorevole Massimo Grimaldi e all’intera cittadinanza: “ Sono legato fortemente a questa meravigliosa terra, che amo e dalla quale affettivamente non mi sono mai staccato, anche se di fatto l’ho dovuta lasciare quando avevo solo 15 anni, perché ammesso alla Scuola Militare Nunziatella. A Caianello sono legato moltissimo. Ha una popolazione laboriosa e rispettosa delle leggi e delle regole della convivenza civile, legata alle buone tradizioni. Ogni occasione per me è utile per tornarvi, anche solo per qualche ora. Ho qui mia madre, la mia famiglia di origine, tanti amici e conoscenti. Il mio bisnonno, Davide Martino, è stato anche Sindaco di questo comune, all’inizio del secolo scorso. Come accennavo prima, giovanissimo partii da Caianello per entrare vincitore di concorso, alla Nunziatella , determinato a fare l’ufficiale dei Carabinieri, carriera e lavoro che mi affascinavano e che continuano ad affascinarmi. Mi piaceva diventare Comandante di uomini, di svolgere le funzioni proprie dell’Ufficiale dei Carabinieri, con  ampia autonomia già dai gradi iniziali della carriera, di impegnarmi nell’attività investigativa. Consideravo l’Arma la più bella Istituzione ed ero fortemente attratto dal modo di essere dei Carabinieri, cosi presenti su tutto il territorio nazionale. Dei Carabinieri mi piaceva  che al rigore del tutore dell’ordine, alla professionalità e all’acume dell’investigatore, uniscono la figura amica, il volto buono, al quale il cittadino può rivolgersi in caso di bisogno, la capacità di stare tra la gente ed il servizio della comunità. Sono aspetti della figura del Carabiniere  assolutamente attuali e che sono alla base di quella storia di amore, che, ormai da 200anni , si rinnova tra Arma ed Italiani. Sono aspetti che determinarono il Parlamento nel 1864  ad indicare l’Arma “ La benemerita del Paese”. Il cittadino, oggi più che mai, chiede alle istituzioni comportamenti virtuosi e trasparenti, servizi che soddisfino le sue esigenze con efficienza. Da noi Carabinieri li predente. Si attende la massima professionalità e la più generosa disponibilità, perché è abituato ad averli dai Carabinieri, e noi dobbiamo saper meritare questi sentimenti. La nostra missione è quella di svolgere un efficiente controllo del territorio, sviluppando il più proficuo contrasto, in termini di prevenzione e repressione, alla delinquenza comune ed organizzata  e ad ogni forma di illegalità, per garantire le migliori condizioni di sicurezza e di convivenza civile. E’ evidente che la sicurezza non è data, né può essere garantita solo dall’attività delle Forze Dell’Ordine,  deriva anche e soprattutto da situazioni oggettive del territorio, quali la  prosperità economica, la diffusione del benessere, l’offerta di lavoro, l’efficienza e la fruibilità dei servizi pubblici e dal livello della cultura della legalità. E’ necessaria l’azione sinergica di tutte le componenti dello Stato e della società, comprese leggi virtuose capaci di tutelare i cittadini onesti ed affermare la certezza della pena per quelli che delinquono. L’Arma, nella sua tradizione, fa la sua parte con le altre Forze dell’Ordine, per i cittadini dobbiamo continuare ad essere un riferimento importante, solido ed affidabile. E devo dirvi che nella mia carriera, ormai molto lunga, ho potuto apprezzare quanto sia elevato lo spirito di servizio dei nostri Carabinieri. Sono militari fortemente motivati. In ambienti spesso difficilissimi, talvolta gravati da intollerabile degrado sociale e dal pernicioso condizionamento della criminalità organizzata, sanno affermare una formidabile vivacità operativa ed una spiccata professionalità. Ed io ho avuto l’onore di avere alle dipendenze questi uomini, che non si fanno condizionare dal rischio anche della vita e che sanno privilegiare le ragioni del dovere, in aderenza ai valori dell’etica dell’Arma. Il grado e la carica di vertice che ricopro sono certamente frutto del mio impegno e di un po’ di fortuna. Ma li devo soprattutto a tutti quei Carabinieri, di ogni ordine e grado, che ho avuto alle dipendenze e che con dedizione e spesso con affetto hanno lavorato con me, con altissimo spirito di sacrificio e generosità. E devo essere grato alla mia famiglia di origine, a mia madre, a mio padre, che mi hanno dato serenità, educazione ed orientamento, e a mia moglie, Caterina, ed ai miei tre figli, che mi hanno sostenuto in ogni fase della mia vita ed hanno condiviso con me, in silenzio, tanti sacrifici. Infine devo dirvi che io ho dato molto all’Arma, ma dall’Arma ho ricevuto molto di più in onore, prestigio e soddisfazioni”.

    Anna Izzo

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    PUBBLICATO IL: 10 marzo 2014 ALLE ORE 10:32