Cronaca Nera

'GRAN CAFFE' VENOSA'. Il noto bar di proprietà del boss al centro del paese

via Giglio e nel riquadro, da sinistra, Raffaele Venosa e Juri La Manna

Una recentissima dichiarazione di un collaboratore di giustizia datata 16 novembre scorso, svela l'intera operazione, il luogo preciso di ubicazione, il nome del prestanome intestatario della licenza e indica anche l'indirizzo del proprietario dell'immobi


SAN CIPRIANO D'AVERSA - La famiglia Venosa oltre ad essere una "nobile genia" di camorristi, ha avuto anche la passione o la tradizione imprenditoriale legata all'erogazione di servizi di mini ristorazione, cioè di bar.

Leggendo con attenzione l'ordinanza che ha portato all'arresto tra gli altri, di Walter Schiavone figlio di francesco Schiavone Sandokan, ci accorgiamo che in ballo non ci sono solo i famosi 4 bar che i Venosa mettono pesantemente nel mirino imponendogli dispositivi per raccogliere scommesse o per giocare, naturalmente a soldi, con i videopoker. C'è anche, oltre alla citazione di questi locali, uno ubicato in via delle Rose a San Cipriano, l'altro in via Caterino sempre a San Cipriano, altri due a Casapesenna in Corso Europa, ce n'è anche un quinto che non c'azzecca niente con le imposizioni di macchinette e dispositivi informatici e neppure con quella del pizzo estorsivo.

Abbiamo consultato con attenzione la mappa territoriale del comune di San Cipriano d'Aversa. Questo quinto bar, di cui parla, in un recente interrogatorio, datato 16 novembre 2016, il maddalonese Juri La Manna, divenuto collaboratore di giustizia dopo essere stato affiliato al clan dei Casalesi proprio da Raffaele Venosa, si trova in via Giglio. Ora, via Giglio non è lontana anzi è piuttosto vicina a via Caterino che a via Giglio è vicina. Ma essendo in mezzo anche una via grassi, dovrebbe essere tranquillo e pacifico che il bar di cui parla La Manna sia un locale diverso da quello di via Caterino.

Anche perchè il collaboratore di giustizia parla di un bar di proprietà di Raffaele Venosa il quale, usa, naturalmente un prestanome. La dda mostra una foto a Juri La Manna e lui riconosce nella stessa questo tal Mennillo che definisce "intestatario della licenza del bar".

La tesi di La Manna non è collegata a un sentito dire, a un racconto introitato nel periodo in cui è stato associato al clan dei Casalesi, ma a un'esperienza direttamente vissuta visto che lui stesso, insieme al solito Giuseppe Verrone, detto Peppe la merda, genero di fatto di Raffaele Venosa, si è occupato alle pratiche necessarie all'apertura del bar.

Il proprietario dell'immobile che almeno sulla carta lo ha affittato "abita - racconta La Manna - di fronte all'ex paninoteca della mamma di Raffaele Venosa.".

Per quanto riguarda il resto di questo interrogatorio importante, anche perchè recentissimo, il maddalonese si sofferma, al cospetto della foto mostratagli, sulla figura di Peppe o'nir, "al secolo" Giuseppe Navarra, personaggio cruciale nel meccanismo relazionale tra il clan dei Casalesi gruppo Venosa e il mondo esteso e lucrosissimo delle macchinette videopoker. Peppe o'nir corrisponde al clan 80 euro al mese per ogni macchinetta installata. La Manna stima in 30 mila euro mensili l'incasso per il clan che arriva solamente dalle gestioni di Peppe o'nir.

G.G.

 

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLO STRALCIO DELL'ORDINANZA CON GLI INTERROGATORI DI JURI LA MANNA