Cronaca Bianca

S. Maria C. V. / LA LETTERA - Di Muro attacca Casertace sulle determine. "Piantala di fare la vittima e sii trasparente"

In una nota l'amministrazione comunale attacca il nostro articolo di ieri sera lunedì, su tre determine che alla voce destinatari contenevano la dicitura anonima  "Vari aventi d


In una nota l'amministrazione comunale attacca il nostro articolo di ieri sera lunedì, su tre determine che alla voce destinatari contenevano la dicitura anonima  "Vari aventi diritto" Santa Maria Capua Vetere - Guardate non ho tempo per dilungarmi ad attrezzare polemiche con chi gioca con le parole e soprattutto con le tasche dei cittadini che dovrebbe amministrare. Ogni determina può avere il riscontro di un esborso immediato e può esprimere come suo contenuto un impegno di spesa. A brevissimo o a medio termine, come in questo caso. Tuttavia questa differenziazione non  incide assolutamente sulla identificazione dei destinatari. Dato che una determina, come dice la parola è ben altro rispetto alla pianificazione di un bilancio di previsione. Dunque è chiaro che in questo caso ci sono dei soldi appostati e dei destinatari che li devono ricevere. Altrimenti non avrebbe senso utilizzare lo strumento della determina. Eppoi, Di Muro ma se scrivi "Vari aventi diritto", che ti devo insegnare la grammatica, per rendere definito il pronome indefinito? E il participio presente aventi, sindaco lo dice stesso la parola, aventi diritto oggi, non domani, altrimenti che participio presente è? Ma che cosa è un ordine del giorno che contiene varie ed eventuali? Vari, significa molti e significa che se non esistono in carne adesso, esisteranno in seguito. Dunque, si trasparente e chiarisci. E a questo punto, dato che ci sono, l'approfondiamo noi questa storia. E stavolta seriamente. Stavolta da par nostro. E il par nostro, Di Muro, lo conosci bene. Anche perchè hai manipolato nella valutazione il nostro articolo di ieri, che mai e poi mai esprimeva l'intenzione di conoscere i nomi di deboli e di persone indigenti o disagiate, ma solo di chi becca i quattrini dall'amministrazione per erogare non meglio precisati servizi. Gianluigi Guarino  QUI SOTTO LA LETTERA  Il sindaco Biagio Di Muro interviene a proposito delle voci relative a determinazioni del dirigente dei servizi sociali, nelle quali – ben poco “misteriosamente” – non sono indicati i beneficiari. “Ancora una volta ci si ritrova a dover commentare ‘bufale’ malevole diffuse in rete, senza alcun rispetto della verità dei fatti. Nel caso in questione, si tratta di tre determinazioni del dirigente dei servizi sociali catalogate, non so se per malafede o per non scusabile ignoranza, come ‘pioggia di quattrini su beneficiari anonimi’. Il propalatore di siffatte castronerie ignora, o finge capziosamente di ignorare, che si tratta di meri atti tecnici per la conservazione dei residui di bilancio. Nessuna somma è uscita dalle casse del Comune in conseguenza delle determinazioni in oggetto. La mancata indicazione dei beneficiari, pertanto, deriva esclusivamente da una verità oggettiva: non ci sono beneficiari, nessun cittadino ha incassato un solo euro. Quelle determine sono meri atti di conservazione al bilancio di somme non spese nell’anno precedente, al fine di tenerle disponibili per quando saranno necessarie e per quando saranno concretamente individuati i beneficiari. E’ in sostanza un atto d’obbligo di corretta gestione amministrativa. Stupisce, inoltre, che tale malevola attenzione non sia dedicata ai tanti Comuni e ai tanti enti che evidentemente hanno strumenti e capacità per evitarsi la noia di dover rispondere persino alle fandonie più evidenti. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere, di sicuro, non ha iscritto a bilancio somme per ‘addolcire’ i commenti diffusi in rete. Faccio notare, ma solo come considerazione a margine, che è vergognosa (e la dice lunga sulla levatura morale del conclamato diffamatore) una polemica su minori ospitati in case albergo o su anziani impegnati in attività sociali o su cittadini bisognosi di assistenza socio-sanitaria e di terapie riabilitative. Seppure fosse stata secretata l’identità di tali soggetti – e non lo è stata, giacché nessuno ha incassato alcunché – un minimo di buonsenso avrebbe spinto anche un bambino a comprendere che non è proprio il caso di imbastire polemiche di cattivo gusto e di infimo livello sulle disgrazie della gente”.