Cronaca Nera

CAMORRA & APPALTI. Il caso PIEDIMONTE. Il dirigente del comune Macchione condannato insieme al figlio di Sandokan è ancora in servizio. Enzo Cappello non può più aspettare

Nessuna decisione definitiva, per carità, ma la sospensione anche alla luce di quello che è successo nella legislazione nazionale dal governo Monti in poi è assolutamente doverosa


PIEDIMONTE MATESE - I casi stanno diventando un po' troppi e troppo imbarazzanti creando un profilo che non è enfatico definire questione morale. Negli ultimi mesi sono stati più i giorni in cui finanza, carabinieri e anche polizia hanno lavorato negli uffici del comune di Piedimonte Matese che quelli in cui gli stessi non hanno ospitato gli  inviati dei magistrati. Del caso Ferrante abbiamo scritto domenica scorsa. Anche del caso giudiziario che vede coinvolto, al pari di Piero Cappello, fratello del sindaco, il presidente della comunità montana del Matese pure abbiamo discusso, ma, diciamocela tutta, la questione largamente imbarazzante e rispetto alla quale non si comprende, ragionando almeno dentro una logica razionale, che parte dal presupposto che un sindaco e un'amministrazione devono contemplare, il motivo per cui non vengono presi provvedimenti in relazione al dirigente Macchione. Non è che la questione non si conosca. Si tratta di un elemento centrale della macchina amministrativa del comune di Piedimonte Matese, titolare di un contratto a tempo determinato, motore, insieme all'altro dirigente Terreri, divenuto nel tempo un dipendente stabilizzato e vincitore di concorso interno dell'area tecnica. Non ci giriamo troppo intorno, perché sta facendo una pessima figura sia Enzo Cappello che il consiglio comunale di Piedimonte Matese, compresi alcuni componenti dell'opposizione i quali, interpretando un'impostazione a dir poco provinciale che mette insieme quello che insieme non può stare, e cioè il rapporto personale con il Macchione e i doveri istituzionali, tergiversano e non assumano una posizione netta. Guardate che Francesco Biondi, noto dirigente del comune di Caserta, è stato sospeso per molti mesi, ai sensi delle nuove norme della legge anti-corruzione targata Monti, e pensate che poi Biondi aveva incassato una condanna in primo grado, confermata in secondo e poi vanificata dalla prescrizione per un semplice abuso d'ufficio e non nel processo Normandia, dove Macchione (CLICCA QUI PER LEGGERE) è stato condannato a 4 anni e 3 mesi insieme al figlio di Sandokan,   Nicola Sciavone , rinchiuso nel carcere di massima sicurezza de L’Aquila,  Mario Schiavone, e ad Antonio Iovine detto O’Ninno, processo, ricordiamo, a carico di imprenditori che, stando all’accusa, hanno ottenuto appalti pubblici nei comuni di Piana Di Monte Verna, Casal di Principe e Pietravairano grazie all’appoggio del clan dei Casalesi, ma anche quelli dell'opportunità per rendere più trasparente possibile l'attività del proprio ufficio Se in una settimana Enzo Cappello non fa il suo dovere, che non è quello di cacciare a vita Macchione, che, ripetiamo, è anche titolare di un contratto a tempo determinato, ma semplicemente di sospenderlo in attesa degli altri casi di giudizio, si rende protagonista di un atto veramente insopportabile di tutela di fatto a una persona che è pesantemente sub iudice per aver favorito la camorra. G.G.